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La nuova legge sulla terapia del dolore: vera svolta o manifesto?

Istituzioni e medici specialisti a confronto oggi a Parma, nel corso del 64° Congresso Nazionale SIAARTI, per un seminario che traccia un primo bilancio sulla Legge per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Risultati incoraggianti a sei mesi dall’approvazione della normativa.

Parma, 15 ottobre 2010 – Tutelare il diritto a non soffrire per milioni di Italiani affetti da dolore cronico o malati terminali, garantendo equità nell’accesso all’assistenza medica e farmacologica e fornendo adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale. Questi gli impegni presi dal Parlamento lo scorso 9 marzo, data in cui è stata definitivamente approvata la Legge 38 sulla terapia del dolore e cure palliative. Un primo bilancio di ciò che è stato fatto, a sei mesi dall’entrata in vigore della normativa e un’analisi delle prospettive di attuazione delle disposizioni sono i temi al centro dell’incontro dal titolo: “La nuova legge sulla terapia del dolore: vera svolta o manifesto?”,organizzato da Medtronic Italia, in programma oggi all’interno del 64° Congresso Nazionale SIAARTI.

Al simposio, introdotto dal professor Guido Fanelli, Ordinario di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell’Università di Parma e Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla Terapia del Dolore e Cure Palliative, prendono parte il senatore Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, il senatore Giuseppe Pizza, Sottosegretario di Stato all’istruzione, all’Università e alla Ricerca,  la senatriceFranca Biondelli, Componente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, il dottor Claudio Cricelli, Presidente Nazionale S.I.M.G – Società Italiana di Medicina Generale, il dottor Cesare Bonezzi, Direttore dell’Unità Operativa Medicina del Dolore della Fondazione S. Maugeri di Pavia e il dottor Maurizio Dal Maso, Dirigente dell’Azienda Sanitaria di Firenze.

La Legge 38 è nata da una precisa volontà, trasversale agli schieramenti politici, di definire le linee guida degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali in materia di terapie antalgiche e cure palliative e rispondere così al ritardo legislativo in cui si trovava l’Italia.

“Questa Legge è una pietra miliare, perché tutela chi soffre e garantisce un rapido ed omogeneo accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative – dichiara Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, – Il dolore è una malattia da curare, perché mina l’integrità fisica e psichica del paziente, con un notevole impatto negativo sulla qualità della vita, la capacità lavorativa, e le relazioni sociali. E grazie alla Legge 38, questo sta diventando più facile”.

I risultati, dopo i primi 6 mesi, mostrano un quadro incoraggiante: pur mantenendo sempre attivo il monitoraggio sugli eventuali problemi di attuazione, in 60 giorni il Governo ha prodotto 60 atti di indirizzo, con linee guida e programmi di formazione. “Nel primo trimestre dal via libera alla Legge la prescrizione di farmaci oppioidi orali è aumentata del 14% rispetto allo stesso trimestre del 2009 – spiega Guido Fanelli –  e l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) stima che nel 2010 questa potrebbe attestarsi attorno al 20%”.

“L’Italia, però, – aggiunge Fanelli – resta sempre il 1° mercato al mondo per il consumo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che continuano a essere prescritti, nonostante la loro inappropriatezza. Invece di usare in modo incauto i FANS, è necessario incrementare l’uso degli oppiacei, che oltre ad essere efficaci, non presentano i pesanti effetti collaterali degli antinfiammatori. Ci vorrà ancora un po’ di tempo – dichiara Fanelli – soprattutto per raggiungere i 60 mila medici di famiglia, con attività informative e formative ad hoc. Attività a cui abbiamo già dato vita con un progetto pilota in quattro Regioni: Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Sicilia”.

“La legge consente e favorisce l’accesso alle terapie più innovative per tecnologia ed efficacia curativa. Grazie a questa legge i medici specialisti hanno la possibilità di ricorrere ad armi terapeutiche ben più avanzate per quei pazienti con dolore cronico importante. Sono tanti i pazienti che fino ad oggi non hanno potuto ricevere le cure adeguate creando situazioni di forte impatto e disagio sociale.” dichiara il senatore Antonio Tomassini.

Una delle principali disposizioni previste dalla Legge è l’attivazione e integrazione delle reti delle cure palliative e della terapia del dolore a livello regionale e nazionale, al fine di garantire uno standard uniforme delle strutture ospedaliere e assistenziali e delle prestazioni sanitarie erogate dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, dal punto di vista qualitativo e quantitativo: su questo punto la Commissione Ministeriale ha avviato già un percorso di attuazione. “Abbiamo già realizzato le linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali messe a punto a giugno, approvate a luglio dal Consiglio Superiore di Sanità e ora al vaglio del Ministero dell’Economia, che dovrebbe licenziarle a breve – spiega Fanelli – La Commissione ha previsto anche un passaggio nella Conferenza Stato-Regioni per una totale condivisione con le stesse Regioni.”

Una prospettiva ottimista che riguarda il processo di accreditamento regionale delle strutture di assistenza, domiciliari e residenziali, al fine di ridurre le diseguaglianze esistenti nelle diverse aree del Paese. “Si sta lavorando – aggiunge Fanelli – sui requisiti minimi e sulle modalità organizzative per l’accreditamento delle strutture della rete di cure palliative: questo darà sviluppo concreto alla Legge, permettendo di accreditare strutture di qualità e adeguate alle esigenze. Si tratta di un documento in fase di perfezionamento al quale lavorano tre sotto-commissioni (rete terapia del dolore, rete palliative, terapie in età pediatrica) in modo da garantire tutte le esigenze peculiari.”

E’ stato, inoltre, approvato il progetto “Ospedale e Territorio senza dolore”, previsto dall’articolo 6 della Legge, la cui proposta di accordo ora è al vaglio delle Regioni, con la quale verranno ripartiti 2.450.000 euro per progetti di formazione e 350.000 euro per campagne di informazione.

All’ordine del giorno della Commissione Ministeriale ci sono, poi, iniziative cruciali come quelle relative all’Articolo 8 della Legge sulla formazione delle figure professionali che lavorano nelle strutture sanitarie preposte alla terapia del dolore e alle cure palliative. “E’ stato istituito – conclude Fanelli – un tavolo di confronto tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero della Salute per definire i curricula professionali di chi si occupa di terapia del dolore. Stiamo studiando una rete a maglie strette, con requisiti stringenti. Solo così possiamo garantire che la lotta al dolore si faccia bene e in modo uniforme in tutto il Paese”.

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