Tumori: il vaccino HPV dalle pro…

[caption id="attachment_6…

Bimbo di 14 mesi salvato da un c…

l modello è costato solo …

Dal 15 al 22 marzo si celebra la…

DAL 15 AL 22 MARZO SI C…

Scompenso cardiaco: l'Universita…

Sono stati scoperti i mec…

Artrosi del ginocchio - sei camp…

[caption id="attachment_7…

Boehringer Ingelheim ha sottomes…

• La prima sottomiss…

Epilessia in età pediatrica inci…

L'esordio infantile dell'…

Rigenerazione tessuti cardiaci d…

Saranno consegnati a Ot…

Il rilevante ruolo della flora b…

Il valore nutritivo degli…

Fondi UE per una nuova rivoluzio…

[caption id="attachment_1…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori del pancreas: non sono piu’ aggressivi di altri, ma la diagnosi tardiva li rende letali

Il tumore pancreatico è uno dei più letali, con una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi inferiore al 5 per cento. Un nuovo studio lascia ora intravvedere la possibilità di migliorare la situazione grazie alla stima del tempo di sviluppo di tale neoplasia che lascia spazio allo sviluppo di nuovi test per una diagnosi precoce.

A differenza di precedenti valutazioni, molti tumori pancreatici hanno in effetti una crescita lenta e impiegano, per divenire letali, addirittura 20 anni a partire dalla comparsa della prima mutazione genetica.

“In passato sono state elaborate due teorie concorrenti per spiegare perché il cancro al pancreas sia così letale”, ha spiegato Bert Vogelstein, ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute che ha partecipato allo studio apparso sulla rivista Nature. “Nella prima, i tumori sono considerati aggressivi e con una forte propensione alla metastasi fin dalle prime fasi; nella seconda essi non sono più aggressivi di altri, ma i sintomi appaiono così tardivamente che i pazienti hanno ormai poche possibilità di sopravvivere. Siamo stati piacevolmente sorpresi dallo scoprire che è vera questa seconda ipotesi, almeno per un’ampia porzione di tumori: ciò significa che esiste una possibilità di sviluppare una diagnosi precoce”.

Nel corso della ricerca, Vogelstein e colleghi hanno raccolto campioni cellule di tumori primari del pancreas e di lesioni metastatiche a polmoni, fegato e altri organi per poi sequenziarne il DNA e confrontare le mutazioni del tumore primario con quelle delle metastasi.

Si è così scoperto che ciascuna lesione metastatica conteneva, in media, 61 mutazioni correlate al cancro. Inoltre, la maggior parte di queste mutazioni – il 64 per cento in media – era presente anche nel tumore primario.

I ricercatori hanno poi colaborato con Martin Nowak, un biologo evoluzionista della Harvard university, per stimare in quanto tempo si possa accumulare una tale quantità di mutazioni.

La stima ottenuta utilizzando tecniche standard è di un tempo assai lungo: 11,7 anni in media dalla prima mutazione alla formazione di un tumore pancreatico maturo. Affinché compaiano lesioni metastatiche, inoltre, devono trascorrere altri 6,8 anni e altri 2,7 anni occorrono per arrivare al decesso del soggetto.

“Complessivamente si tratta di 20 anni, cioè un arco temporale simile a quello osservato per i tumori colorettali”, ha concluso Vogelstein. “A questo punto si apre la possibilità di sviluppare un test in grado di evidenziare i primi segni della malattia”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!