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Un progetto europeo dedicato al problema dell’incontinenza urinaria femminile

L’incontinenza urinaria è una condizione diffusa e, pur non essendo una condizione letale, abbassa la qualità della vita delle persone che ne sono affette. La comunità medica studia da tempo il fenomeno, tuttavia, si registra una mancanza di dati sistematici e certi anche per via delle molteplici tipologie di incontinenza riconosciute. Dati epidemiologici riportano una prevalenza di incontinenti del 20-50%, con una incidenza doppia nelle donne rispetto agli uomini. L’incontinenza urinaria è, dati alla mano, una condizione prevalentemente femminile che ha risvolti importanti sulla sfera economica e psico-sociale e causa di problemi psicologici, occupazionali, relazionali, fisici e della sfera sessuale.

Un problema, quello dell’incontinenza urinaria femminile, diffuso in Italia quanto nel resto d’Europa che ha spinto l’Unione Europea a finanziare il progetto “OB.Surve: Surveillance System – occurence of urinary incontinence in women ad a consequance of innefficinet or inappropriate obstetric care”, che vede il coinvolgimento di ULSS20 Verona (coordinatore), Azienda Ospedaliera Verona (responsabile scientifico), ed i seguenti partner di progetto: AUSL Ferrara (Italia), Beckenboden Zentrum Muenchen – Pelvic Floor Centre – Urological Department (Germania), Szeged University (Ungheria), Ljubliana Medical Centre (Slovenia), The Hope Project (Irlanda), Karolinska Institutet (Svezia), Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine (Italia).
L’incontinenza urinaria femminile ha una prevalenza del 10-70%, un ampio range che varia a seconda della tipologia di incontinenza, della popolazione indagata e di altri fattori. L’età stessa è un fattore di notevole importanza; dati scientifici riportano, infatti, prevalenze del 20-30% nelle donne giovani, del 30-40% nelle donne adulte e del 30-50% per le donne di età avanzata. Le percentuali mutano ancora durante la gravidanza, dal 23 al 67% delle donne incinte sono, infatti, colpite da incontinenza urinaria, percentuale che scende dal 6 al 29% dopo la nascita del bambino. Generalmente l’incontinenza che insorge nel periodo della gravidanza tende a risolversi in modo naturale, tuttavia, potrebbe ripresentarsi con gravidanze successive sino a divenire un vero problema clinico. In questo ambito, monitorare l’incontinenza urinaria dall’inizio della gravidanza sino dopo il puerperio potrebbe essere la chiave di lettura per promuovere interventi educativi o curativi appropriati. In sintesi, il problema dell’incontinenza urinaria è stato ben documentato ed esistono network sul tema, a livello nazionale ed internazionale. Ciò nonostante manca la raccolta di dati in maniera sistematica, consistente ed attendibile di dati, in maniera particolare rispetto a certe categorie della popolazione femminile.
Il progetto “OB. Surve: Sistema di sorveglianza – Incontinenza urinaria nelle donne come conseguenza di cure ostetriche inefficienti o inappropriate”, si propone, dunque, la realizzazione di un sistema di sorveglianza che monitori gli eventi di incontinenza urinaria nelle donne europee. Scopo finale è proporre strategie, politiche ed azioni tese a garantire la tutela della salute ed il conseguente aumento della qualità della vita della popolazione femminile affetta da incontinenza urinaria come conseguenza di cure ostetriche inefficienti o inappropriate.
Per giungere alla pianificazione del sistema di sorveglianza verrà effettuato, a partire dal settembre 2010, uno studio pilota con la somministrazione di un questionario su un campione di 1532 donne dei paesi coinvolti nel progetto. A tutte le donne del campione verrà somministrato, entro tre giorni dal parto, un questionario che rileva aspetti socio-economici e clinici ed il questionario ‘ICIQ Short Form’ che rileva l’impatto dei sintomi dell’incontinenza urinaria sulla qualità della vita e gli esiti del trattamento. Il questionario ICIQ Short Form verrà poi somministrato nuovamente tramite intervista telefonica dopo 4, 8, e 12 settimane dal parto. L’analisi dei dati consentirà la creazione di un sistema di sorveglianza che permetterà anche di migliorare la definizione degli aspetti socio-economici dell’incontinenza urinaria, aprire un dialogo pubblico sulle condizioni mediche dell’incontinenza urinaria (che sono sottovalutate e fonte di imbarazzo), creare nuovi contatti tra le Istituzioni Europee; favorire lo scambio di informazioni tra Istituzioni Europee sulle buone pratiche che potrebbero essere applicate in altre realtà Europee, stabilire le condizioni per istituire un sistema di monitoraggio a livello Europeo, elaborare misure di prevenzione che tengano conto dei fattori socio-culturali.

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