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All’Aquila riapre la prima farmacia distrutta dal sisma

L’impegno della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani nel ripristino del servizio farmaceutico territoriale nelle zone colpite dal sisma raggiunge un nuovo importante traguardo. A distanza di un anno, una prima commossa testimonianza del rientro alla normalità della professione

Roma, 04 novembre 2010 – L’impegno della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani nel garantire il ritorno alla normalità nelle zone terremotate dell’Aquila ha raggiunto una nuova tappa importante. A poco più di un anno dal sisma del 6 aprile che ha reso inagibili sette sedi farmaceutiche dell’ Aquila, il 1° novembre scorso è rientrata nella sua farmacia la dottoressa Flora Romanelli.

Grandissima è la commozione e la felicità della collega, che ha speso parole significative per il lavoro di questi mesi svolto in emergenza nelle strutture messe a disposizione dai farmacisti volontari della Protezione Civile grazie all’impegno congiunto della Federazione degli Ordini e della Regione Piemonte. “Un sogno quando, dopo quattro mesi di sospensione dell’attività abbiamo riaperto nello shelter” ha dichiarato la dottoressa Flora Romanelli.


“Un’esperienza importante che ha permesso a persone duramente provate dal sisma, di ritrovare il rapporto di familiarità con il suo farmacista, di mantenere il contatto umano con un viso noto oltre, naturalmente, a garantire la nostra opera sul territorio”.

“Si tratta di un altro significativo risultato dell’azione che ha visto la Federazione impegnata sin dall’inizio” ha commentato Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani “e che era culminata con la consegna, il 3 dicembre del 2009, delle sette strutture temporanee (shelter) donate dalla Regione Piemonte, che hanno ospitato in questi mesi le farmacie dell’Aquila. Un ritorno alla normalità reso possibile anche dall’attività sul territorio di Ernesto Cornaglia, membro del Comitato Centrale, del dottor Luca Calcagnile e delle centinaia di farmacisti volontari che si sono prodigati e che oggi rappresenta per tutta la professione un motivo di orgoglio. Il nostro impegno proseguirà con lo stesso slancio fino a quando tutti i colleghi colpiti potranno contare nuovamen te sulle loro farmacie”.

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