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[AME]Carcinoma tiroideo: consolidamento di una procedura diagnostica e terapeutica

Negli ultimi dieci anni si registra un incremento del carcinoma tiroideo, il tipo più comune di tumore della tiroide di natura maligna. Generalmente circoscritto alla tiroide (“carcinoma intratiroideo”) il carcinoma tiroideo ha la tendenza a presentare multipli focolai di tumore. In fase molto precoce può presentarsi sotto forma di un unico focolaio inferiore al centimetro (“microcarcinoma”).

In numerosi casi il carcinoma tiroideo si riscontra anche in età giovanile. La mortalità causata da questa grave patologia mostra, però, una tendenza alla riduzione.

Per una corretta e tempestiva diagnosi, assume una fondamentale importanza l’utilizzo del Thyrogen (Tireotropina alfa): si tratta di un mezzo diagnostico estremamente efficace per evidenziare eventuali recidive o metastasi nel corso del monitoraggio del carcinoma tiroideo.

I pazienti a basso rischio affetti da carcinoma ben differenziato della tiroide, che presentano livelli non dosabili di tireoglobilina sierica nel corso della THST (Terapia per la Soppressione degli Ormoni Tiroidei) e nessun aumento dei livelli di tireoglobulina a seguito di stimolazione con rhTSH (Tireotropina umana ricombinante), potranno essere seguiti tramite dosaggio dei livelli di tireoglobulina stimolati da rhTSH.

Thyrogen è indicato per la stimolazione pre-terapeutica post-tiroidectomia in pazienti a basso rischio, mantenuti in terapia ormonale soppressiva (THST) per l’ablazione del tessuto tiroideo residuo, in associazione con 100 mCi (3,7 GBq) di iodio radioattivo.

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