Mamma, vado all’asilo. Tutti i c…

Decidere di mandare un ba…

Dentizione nei bambini: il peric…

E' noto il fenomeno della…

Alzheimer e neurodegenerazione: …

Uno studio pubblicato…

Gli spermatozoi annusano, e veng…

[caption id="attachment_7…

Nuova tecnica di imaging microsc…

[caption id="attachme…

Distrofia facio-scapolo-omerale:…

Uno studio finanziato da …

La peste nera: ricostruito l'int…

L'impresa è stata possibi…

Piastrine: studio CNR dimostra c…

Personalizzare i valori d…

L'innovativa tecnica della crioc…

[caption id="attachment_1…

Fumo in macchina: polveri sottil…

Una sigaretta in più, pro…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Arrestare con le staminali il decadimento muscolare

Il trapianto in un muscolo lesionato ha stimolato il recupero e l’aumento della massa muscolare, un fenomeno che invece non si è osservato se le cellule venivano iniettate in un muscolo sano

Specifici tipi di cellule staminali trapiantate nei muscoli di topi sono in grado di prevenire la perdita di massa e funzione muscolare che normalmente accompagna l’invecchiamento. A mostrarlo è stata una ricerca condotta presso l’Università del Colorado a Boulder ora pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

La scoperta, osservano i ricercatori ha in prospettiva un potenziale impiego nella terapia delle malattie muscolari degenerative croniche.

Le cellule staminali utilizzate sono state reperite in una popolazione di cellule “satellite” situate fra le fibre muscolari e il tessuto connettivo circostante, e il trapianto ha interessato fra le 10 e le 50 cellule staminali, trasferite insieme ad alcune cellule muscolari a cui erano legcate, ha spiegato Bradley Olwin, che ha diretto la ricerca.

Negli esperimenti, cellule staminali e miofibrille erano state prelevate da topi di tre mesi, tenute brevemente in coltura e quindi iniettate in topi della stessa età nei quali era stata indotta una temporanea infermità ai muscoli degli arti attraverso iniezioni di cloruro di bario. “Quando abbiamo esaminato i muscoli due anni dopo, abbiamo scoperto che la procedura aveva permanentemente modificato le cellule trapiantate rendendole resistenti ai processi di invecchiamento muscolare”, ha osservato Olwin.

All’inizio degli esperimenti i ricercatori supponevano che l’aumento della massa muscolare nei topi trapiantati dalle zampe lesionate si sarebbe esaurito nell’arco di breve tempo, ma hanno potuto constatare che l’aumento, indicativamente del 50 per cento per quanto riguarda la massa e il 170 per cento per quanto riguarda le dimensioni, è perdurato per tutto l’arco di vita dei topi, due anni circa.

“Nello studio abbiamo visto che i segni caratteristici dell’invecchiamento muscolare non si verificavano. Il materiale trapiantato ha mostrato di indurre le cellule staminali a un alto ritmo di auto-rinnovamento, e a stimolare la produzione di cellule muscolari.”

Peraltro, se le cellule staminali e le miofibrille venivano iniettate in un muscolo sano, non si osservava alcuna crescita della massa muscolare. “L’ambiente in cui vengono iniettate le cellule staminali è evidentemente molto importante, poiché se esso comunica alle staminali che si è in presenza di un danno, queste rispondono in un modo particolare”, ha proseguito Olwin.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!