Tumori: provocati uno su 40 da e…

In almeno un caso su 40 i…

Le sigarette veicolano ceppi bat…

Le sigarette sono "ampiam…

Tumore ovarico, i poteri di miR-…

Nei casi di tumore ovaric…

Lipoproteina: si aggiunge alla l…

[caption id="attachment_6…

Trapianto di polmone da donatore…

Primo trapianto in Italia…

Il melanoma diagnosticato con un…

[caption id="attachment_9…

L'Alzheimer, si "tramanda" da ne…

Le proteine 'tossiche' al…

Visite ai malati non-stop e repa…

  Oltre a curare al megli…

Un gene alla regia del vivere sa…

[caption id="attachment_5…

Le lesioni parziali del midollo:…

Imparare a controllare i …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La strategia di sopravvivenza della zanzara che si divide in due specie

Una nuova ricerca rivela che le specie di zanzara responsabili in larga misura della trasmissione della malaria in Africa sembra si stiano dividendo in due specie distinte. Le scoperte, pubblicate in due studi nella rivista Science, hanno serie implicazioni per i tentativi di controllare la malaria, che devono assicurarsi di essere efficaci contro entrambe le specie. Nel frattempo, gli scienziati sottolineano l’importanza di monitorare il corredo genetico di diverse specie di zanzare.

Oltre 200 milioni di persone nel mondo sono contagiate dalla malaria, la maggior parte in Africa, dove la maggioranza dei casi è trasmessa dalla zanzara Anopheles gambiae. Ci sono due specie di A. gambiae. Denominate M e S, le due specie sono fisicamente identiche in tutte le fasi della loro vita e possono spesso essere trovate mentre si riposano nelle stesse case e volano negli stessi sciami per l’accoppiamento. Tuttavia, ci sono alcune differenze comportamentali tra le due specie; ad esempio, le larve della forma S si trovano soprattutto in pozzanghere di acqua piovana, che sono in gran parte libere da predatori ma si asciugano in fretta, mentre le larve M sono più comuni in riserve d’acqua più importanti che durano di più ma contengono un numero maggiore di predatori.

Nel primo studio i ricercatori hanno sequenziato i genomi di entrambe le specie. Questo ha svelato significative differenze genetiche tra le due specie. Le differenze sono disseminate in tutto il genoma, e questo ha portato gli scienziati a sospettare che le differenze genetiche tra le specie M e S possono ripercuotersi su sviluppo, comportamento alimentare e riproduzione degli insetti. Precedenti studi avevano suggerito che vi fossero soltanto poche differenze genetiche tra le due specie.

Il secondo studio ha visto i ricercatori alle prese con la mappatura della divergenza genetica tra le due specie. I loro esperimenti hanno svelato che le specie M e S sembrano evolversi in modo diverso, e che le regioni del genoma che stanno divergendo comprendono aree coinvolte, ad esempio, nella riproduzione, longevità, resistenza agli insetticidi, tolleranza all’aridità e habitat delle larve.

Tutto sommato, gli scienziati hanno concluso che le differenze genetiche tra le specie M e S sono decisamente maggiori di quanto si credeva in precedenza e che il processo di speciazione è più avanzato di quanto si sospettasse. Questo ha importanti implicazioni per il controllo della malaria, poiché le caratteristiche prese di mira dai programmi di sradicamento delle zanzare, come il comportamento alimentare e la suscettibilità agli insetticidi, possono differire tra le due specie.

“Dai nostri nuovi studi, possiamo vedere che le zanzare si stanno evolvendo più rapidamente di quanto pensassimo e che sfortunatamente, le strategie che potrebbero funzionare contro una specie di zanzare potrebbero non essere efficaci contro un’altra,” ha commentato la dott.ssa Mara Lawniczak dell’Imperial College di Londra nel Regno Unito, la principale autrice di uno degli studi. “Risulta importante identificare e monitorare questi mutamenti genetici nascosti nelle zanzare se vogliamo avere successo nel riuscire a circoscrivere la malaria prendendo di mira le zanzare.”

“La malaria è una malattia mortale che colpisce milioni di persone in tutto il mondo ed è la causa del 20% delle morti tra i bambini in Africa,” ha aggiunto il professor George Christophides, anche lui dell’Imperial College di Londra.

“Noi sappiamo che il modo migliore di ridurre il numero di persone che contraggono la malaria è quello di tenere sotto controllo le zanzare che trasmettono la malattia. I nostri studi ci aiutano a capire il corredo genetico delle zanzare che trasmettono la malaria, in modo da permetterci di trovare nuovi modi per impedire che infettino le persone.”

Per maggiori informazioni, visitare:

Science:
http://www.sciencemag.org

Imperial College London:
http://www.imperial.ac.uk

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!