Patologie cardiache: un amminoac…

Un molecola "sentinella" …

Emorragia subaracnoidea, fumo e …

Il fumo, la pressione alt…

Sindrome da deficit di attenzion…

La sindrome da deficit di…

Ansia: scoperta una sostanza dir…

[caption id="attachment_6…

Uso delle cellule staminali per …

Nel campo della Medicina …

Longevità: sono i telomeri a det…

Una  ricerca sul diamante…

Giuseppe Mele, presidente della …

I genitori di oggi guarda…

Scienziati mettono in guardia da…

Nuove scoperte fatte da u…

Fare rete per fare innovazione n…

Giovedì 22 settembre, per…

TBC: vicini alla realizzazione d…

Scoperto un nuovo po…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il DNA potrebbe essere prova ‘vulnerabile’ e non infallibile

Il Dna non e’ una prova infallibile e spesso l’eccessivo ricorso a test genetici sulla scena di un crimine tende a sviare gli investigatori dal vero colpevole e disperdere prove piu’ solide, finendo per vanificare gli sforzi dell’indagine. Il problema e’ sollevato dal libro ‘Genetic Justice: DNA data banks, criminal investigations and civil liberties’ (giustizia genetica, banche del Dna, indagini investigative e liberta’ civili). Il libro, di Sheldon Krimsky e Tania Simonelli, mette in guardia dall’uso eccessivo del Dna da parte della scientifica e sottolinea i pericoli che ne possono derivare.

Il libro si apre – come riporta la rivista britannica New Scientist – con un aneddoto molto illuminante, il ‘fantasma di Heilbronn’: una fantomatica donna, secondo la polizia tedesca, si era macchiata di almeno 40 atroci crimini e di lei nessuna traccia se non dei resti di Dna raccolti sulle scene del crimine.


Tutto si risolse, proprio ‘grazie al Dna’, in un nulla di fatto: non esisteva nessuna donna, ma il Dna della presunta colpevole altro non era che quello di un operaio dell’azienda austriaca che produce e fornisce alla scientifica tamponi per raccogliere materiale genetico.

Insomma il Dna in questa indagine sembra l’unico vero colpevole, e la polizia scientifica si e’ fece abbagliare dalla fiducia eccessiva in questo tipo di indagini. Sebbene la tesi del libro – scrive New Scientist – che l’ eccessivo entusiasmo per l’uso del Dna e’ pericoloso e potrebbe erodere importanti liberta’ collettive, sia ad oggi debole (l’uso del Dna in caso di crimini e’ prassi sempre piu’ accettata), Krimsky e Simonelli puntano il dito sull’eccessivo sensazionalismo con cui questo tipo di risorsa per indagini di polizia viene presentato, anche sull’onda emotiva di telefilm di successo come ‘Csi’, dove una ‘infallibile scientifica’ scova colpevoli a colpi di Dna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: