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Fibrosi cistica: ricercatori presentano nuove strategie a Verona

Si apre domani a Verona l’ottava Convention dei ricercatori italiani in fibrosi cistica (fino al 4), un appuntamento scientifico di rilevanza internazionale dove si fara’ il punto sugli ultimi 65 progetti promossi dalla Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica (Ffc) di cui e’ presidente Matteo Marzotto.

Quest’anno si fara’ il punto sulla sperimentazione di nuove cure: e’ possibile infatti parlare di vera e propria via italiana per la cura della Fibrosi Cistica.

Tra i progetti della Fondazione quello dei ”peptidi antimicrobici”. Sono molecole con struttura proteica a catena molto corta, presenti in tutti gli organismi, dalle piante all’uomo. In laboratorio hanno dimostrato spiccata attivita’ antibatterica ad ampio spettro, di qui l’idea di sfruttare quelli prodotti naturalmente dall’organismo umano o di produrne di artificiali. Un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Siena ha messo a punto un composto chiamato M33, peptide contro l’infezione respiratoria da Pseudomonas, che si e’ dimostrato efficace in animali da esperimento e che ha la possibilita’ di entrare nell’ambito delle terapie in FC.

”Lo scopo e’ poter accelerare le ricerche destinate a produrre risultati applicabili al malato a breve-medio termine. Si tratta di mettere a frutto la notevole mole di conoscenze teoriche raccolte in questi anni per selezionare le vie che finora hanno dato frutti piu’ maturi – spiega Gianni Mastella, direttore scientifico della Fondazione -. E realizzare con questi frutti la ricerca translazionale, cioe’ quella che prende cio’ che il laboratorio ha pronto per sperimentarlo nei modelli animali prima e nel malato poi”.

In Italia sono quasi tre milioni di portatori sani, la maggior parte dei quali ignari d’esserlo. Il rischio di generare un figlio malato si ha quando entrambi i partner sono portatori sani e vi e’ una probabilita’ su 4 che ad ogni gravidanza il figlio nasca affetto da Fibrosi Cistica causata da un gene difettoso.(ASCA)

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