Adenocarcinoma polmonare: un nuo…

[caption id="attachment_6…

Carne rossa: fa bene al cuore so…

Contro il colesterolo cat…

Morbo di Crohn: nei casi più gra…

La malattia di Crohn è un…

Ecolocalizzazione: potremmo vede…

[caption id="attachment_1…

Perche' l'esame genetico da solo…

Ogni clinica dovrebbe dis…

Malattia di Parkinson: Messina s…

[caption id="attachm…

Proteine, grassi e carboidrati i…

Se potessero scegliere i …

Lucemia mieloide cronica: svelat…

[caption id="attachment_5…

‘NOVAIR’ – Broncopneumopatia Cro…

Firenze 15-17 febbraio 20…

Ictus silenti responsabili di pe…

Una ricerca statunitense …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cardiologia: arriva il primo stent che si dissolve

Arriva anche in Italia il primo stent cardiaco che si dissolve nel tempo come i punti di sutura chirurgici. Il dispositivo, che assomiglia ad una gabbietta cilindrica e che viene usato per tenere aperte le coronarie del cuore che si occludono, ha ricevuto il via di conformita’ CE e si rende disponibile anche nel nostro Paese.


Lo stent e’ il primo dispositivo al mondo ad essere completamente bioriassorbibile : il materiale utilizzato, contrariamente agli altri stent di tipo metallico, e’ l’acido polilattico, usato per i punti usati per le suture in chirurgia.

La tecnologia BVS (Bioresorbable Vascular Scaffold), si legge in una nota dell’azienda Abbott, ripristina il flusso sanguigno riaprendo i vasi ostruiti e sostenendone le pareti per poi dissolversi nel giro di due anni, evitando cosi’ al paziente la presenza di una protesi metallica permanente. In Italia il primo impianto e’ stato fatto a luglio dello scorso anno a Milano.

”La concessione del marchio CE in Europa per il BVS rappresenta un significativo successo che premia gli eccellenti risultati osservati con l’uso di questo dispositivo – afferma Antonio Bartorelli, responsabile dell’Unita’ di Cardiologia interventistica del Centro Cardiologico Monzino di Milano. La tecnologia BVS, che stiamo valutando per la prima volta in Italia ha dimostrato di rivoluzionare il trattamento dei pazienti affetti da coronaropatia ostruttiva, poiche’ fa quello che nessuno altro dispositivo coronarico medicato e’ capace di fare, dissolversi in maniera completa e potenzialmente ripristinare la funzione fisiologica del vaso”. (ANSA).

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!