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Vaccinazione anti HPV: L’UE d’accordo con l’introduzione vaccino anche per uomini

Non solo le ragazze: contro il Papillomavirus umano (Hpv) vanno vaccinati anche gli uomini. Un recente studio pubblicato su ‘Lancet’ ha infatti dimostrato come nel corso della vita il 50% degli uomini, 1 su 2, potrebbe contrarre un’infezione da Hpv.

Alla base di malattie non pericolose come i condilomi, ma anche di vari tipi di tumori. A evidenziarlo sono le tre più importanti società scientifiche che si occupano di patologie maschili, riunitesi oggi a Roma per la presentazione, in anteprima nazionale, della prima conferenza di consenso sulle patologie da Papillomavirus umano nel maschio.

A dare impulso all’iniziativa sono state la Società italiana di andrologia (Sia), la Società italiana di urologia (Siu) e la Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams), che hanno coinvolto anche alcuni tra i massimi esperti provenienti da vari campi della medicina: andrologia, urologia, dermatologia, ginecologia, igiene, virologia, pediatria, infettivologia.

I medici sono tutti concordi: occorre estendere la vaccinazione contro l’Hpv anche ai maschi di 12 anni; raccomandare a livello regionale l’avvio di programmi di vaccinazione a prezzo agevolato, come già avviene per le donne, e infine attuare progetti di sensibilizzazione non solo sui condilomi ma su tutte le patologie Hpv correlate che riguardano il maschio.

“L’idea e la volontà di approfondire e fare chiarezza sul tema – spiega Vincenzo Gentile, ordinario di Urologia all’Università Sapienza di Roma – nasce da una lettera inviata dall’Istituto superiore di sanità alla Sia, allora da me presieduta, per sottolineare l’importanza di interventi di prevenzione contro le patologie da Hpv nell’uomo. Da qui la volontà di coinvolgere le principali società scientifiche che si occupano di patologie maschili ed estendere quindi a Siu e Siams”.

“Lo strumento della conferenza di consenso – aggiunge Vincenzo Mirone, ordinario di Urologia all’Università Federico II Napoli – è stato scelto al fine di raggiungere, attraverso un processo formale, un accordo rispetto a una questione sanitaria particolarmente complessa e con diverse aree grigie”.

“Il comitato promotore da noi rappresentato assieme ad altri soggetti istituzionali – conclude Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma – ha nominato un Comitato tecnico scientifico di esperti del settore, provenienti da varie discipline, che ha avuto il compito di raccogliere i dati e preparare una sintesi di tutte le conoscenze in materia. Il documento è stato poi sottoposto a una Giuria che ha votato delle raccomandazioni sulla base di quanto elaborato dai tecnici”.

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