La discriminante del gruppo sang…

[caption id="attachment_9…

Tumori neuroendocrini: si parla …

Silenziosi nell'80% dei c…

Il vaccino quadrivalente anti - …

Un ciclo di vaccinazion…

Corsi di Make Up anti cancro: pe…

Il cancro della cervice u…

Tumori del sangue: tre geni deci…

TP53, RUNX1 e ASXL1 son…

Fecondazione assistita e inferti…

[caption id="attachment_1…

Stanchezza cronica: sempre meno …

[caption id="attachment_8…

Tumori: scoperta proteina che at…

[caption id="attachment_6…

Potenziare il Pap-test abbinando…

Potenziare il Pap-test co…

Occhi a rischio disidratazione: …

In estate a mettere a ris…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Diabete-obesità: super gene interruttore

Nuova luce sulla genetica di obesità e diabete. Ricercatori del King’s College di Londra e dell’Università di Oxford (Gb) hanno scoperto che un gene legato al diabete di tipo 2 e ai livelli di colesterolo è, in effetti, un super-gene.

Un maxi-interruttore che controlla il comportamento di altri geni legati al grasso corporeo. Dal momento che i grassi giocano un ruolo chiave nella vulternabilità alle malattie metaboliche come obesità, cardiopatie e diabete, questa ricerca mette in luce un nuovo possibile bersaglio per futuri trattamenti mirati a contrastare queste patologie.

Lo studio, pubblicato su ‘Nature Genetics’, è parte di una vasta collaborazione internazionale finanziata dal Wellcome Trust, che coinvolge oltre ai ricercatori britannici anche i colleghi svizzeri dell’Università di Ginevra in Svizzera e di DeCode Genetics (Islanda). I ricercatori hanno analizzato oltre 20 mila geni attraverso biopsie di grasso sottocutaneo prelevato da 800 sorelle gemelle britanniche. Scoprendo il legame tra il gene Klf14 e l’espressione di geni diversi, anche molto distanti, trovati nel tessuto grasso. Questo vuol dire che il ‘tassello’ del Dna agisce come un sorta di super-interruttore, capace di controllare a distanza questi geni, spiega Tim Spector del King’s College di Londra. Il dato è stato poi confrontato con quelli ottenuti dall’analisi di 600 biopsie effettuate su soggetti islandesi. “Abbiamo dimostrato che piccole modificazioni in un gene regolatore possono causare una cascata di effetti metabolici in altri geni”, spiega l’esperto. Una scoperta che “ha un grande potenziale terapeutico, in particolare perché è stata ottenuta studiando una popolazione vasta e particolare come i gemelli”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!