Cefalee a grappolo: una sostanza simile alla composizione dell’LSD riduce significativamente il disturbo

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Una sostanza analoga all’LSD ha mostrato di ridurre significativamente la cefalee a grappolo. I risultati dello studio pilota presentato durante il Congresso Internazionale Cefalea che si e’ tenuto a Berlino sono stati veramente incoraggianti.

Gli episodi di cefalea a grappolo dei sei pazienti trattati con il ‘2-bromo-LSD, una sostanza non allucinogena, sono diminuiti sensibilmente nell’arco di una giornata e addirittura qualcuno di essi e’ stato liberato dal problema per settimane o perfino mesi. ”Ci sono stati dei pazienti che hanno riportato un alleviamento della condizione anche un anno dopo il trattamento – ha spiegato John Halpern, dell’Harvard Medical School di Boston – si tratta di risultati che non erano mai stati ottenuti in precedenza”.

La cefalea a grappolo e’ spesso definita ‘suicida’ perche’ causa un dolore insopportabile e chi ne soffre puo’ essere disposto a tutto pur di superare la sofferenza che puo’ durare ore, con piu’ attacchi al giorno e anche per molte settimane di seguito. I medici non sono ancora riusciti a capire quali siano le reali radici del problema, anche se la sua periodicita’ – spesso si tratta di episodi che si verificano intorno ai solstizi – farebbe pensare a una qualche alterazione nella struttura dell’ipotalamo, la regione del cervello che e’ legata ai ritmi circadiani. Per ora, la malattia non ha cura, sebbene ai pazienti qualche volta sia consigliata l’inalazione di ossigeno puro ai primi sintomi di un attacco. Durante lo studio pilota, e’ stato somministrato il 2-bromo-LSD (BOL) una volta ogni 5 giorni per un totale di 3 dosi. Tutti i pazienti hanno riportato una riduzione nella frequenza degli attacchi, e ben cinque non hanno avuto attacchi per mesi, dopo il trattamento.
”E’ un effetto profilattico a lungo termine che non sappiamo spiegare” ha aggiunto Halpern. Il team ha poi curato allo stesso modo un settimo paziente che ha riportato gli stessi effetti benefici. La speranza del gruppo, dati questi risultati incoraggianti, e’ di cominciare ben presto la seconda fase della sperimentazione: un trial clinico con 50 pazienti entro quest’anno.

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