Parkinson: infiammazione di una …

Un’infiammazione che …

Medulloblastoma: scoperte le mut…

E’ la neoplasia cerebrale…

I polifenoli del luppolo aiutano…

Il luppolo, noto per esse…

Basta coi lifting: è l'era dei t…

Trapianti di grasso autol…

Cardiomiopatia da stress: regist…

Cardiomiopatia da stress:…

Perturbatori endocrini nel 40% d…

Un istituto indipendente …

Intelligenza artificiale: la chi…

Capire in che modo il nos…

Autismo: un possibile nuovo marc…

Una ricerca inizia a chia…

Allarme batterio killer: Germani…

C'e' una spedizione di ce…

Tumori: sostanza in grado di ini…

ROMA, 11 APR - Messo a pu…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Sclerosi: un retrovirus fa ammalare i macachi: speranze per una cura.

Un virus della famiglia dell’herpes fa ammalare i macachi giapponesi di una malattia simile alla sclerosi multipla umana, patologia che in Italia colpisce 63mila persone e di cui non si conosce la causa, ne’ esiste cura.

La sclerosi multipla, finora, non era mai stata osservata negli animali. I ricercatori di tutto il mondo a caccia delle cause della malattia, per le sperimentazioni, facevano ricorso ad una patologia ‘indotta’ nelle cavie da laboratorio. Ma ora, con la scoperta che questa condizione esiste in natura per i macachi giapponesi, si e’ in presenza di una svolta nella ricerca, per due ragioni. Innanzi tutto il modello animale descritto puo’ fornire molte piu’ informazioni sulla malattia rispetto a quella indotta.


Inoltre, il virus che la scatena nei primati e’ della stessa famiglia di quello su cui, da anni, e’ impegnata la ricerca, l’ Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi, la ‘malattia del bacio’, indicato come ”uno dei tre piu’ probabili fattori ambientali scatenanti per la sclerosi multipla, insieme alla carenza di vitamina D e al fumo nei soggetti con una particolare predisposizione genetica”, come afferma Marco Salvetti, responsabile del Centro Neurologico per le Terapie Sperimentali dell’universita’ Sapienza di Roma e componente del comitato scientifico dell’Aism. Ad oggi, dunque, si sa che ci sono due virus della stessa famiglia che scatenano malattie molto simili, nei macachi e nell’uomo, mammiferi, peraltro, vicini dal punto di vista evolutivo. Scott Wang, prima firma dello studio, pubblicato sugli Annals of Neurology e ricercatore dell’Oregon Health&Science University (Ohsu) parla della possibilita’ di sviluppare ”trattamenti piu’ efficaci” o ”trovare il modo di prevenire l’insorgenza della malattia”, probabilmente attraverso un vaccino che agisce contro il virus. Gli scienziati americani sono arrivati a questa scoperta dopo aver osservato che ogni anno si ammalava naturalmente l’1-3 per cento degli oltre 300 macachi ospitati nel centro di ricerca sulla sclerosi e che dal 1986 al 2010 sono decedute 56 scimmie con sintomi simili a quelli della malattia umana: paralisi degli arti inferiori e comparsa dei sintomi in giovane eta’. Dalle autopsie e dalle risonanze magnetiche sono emerse le somiglianze con la sclerosi multipla umana e l’individuazione del virus dell’herpes come origine. Alla patologia animale e’ stato dato il nome di encefalomielite del macaco giapponese.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi