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Ictus: proteina antistress somministrata entro 12 ore potrebbe limitarne gli effetti secondari

Una proteina chimica antistress che rallenta il sistema immunitario, somministrata entro 12 ore, potrebbe essere usata per ridurre un effetto secondario dell’ictus, quel gonfiore infiammatorio del cervello che aggiunge i suoi effetti ai danni iniziali causati dal ridotto apporto di ossigeno.

Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della Stanford University, ha infatti mostrato che la proteina ‘alfa-B cristallina’, naturalmente prodotta dall’organismo come risposta allo stress, puo’ funzionare come una sorta di spugna che assorbe le molecole infiammatorie nel cervello, limitando cosi’ i danni causati dall’ictus. L’ictus e’ la terza causa piu’ comune di morte nel mondo, e si verifica quando il flusso di sangue al cervello cala improvvisamente a causa di un coagulo o di una emorragia. Gli scienziati hanno geneticamente modificato alcuni topi da laboratorio privandoli proprio della proteina alfa-B-cristallina, e hanno notato che gli animali subivano piu’ danni cerebrali a causa dell’ictus rispetto ai topi normali.

La somministrazione di una versione sintetica di questa sostanza entro 12 ore dall’episodio riduceva notevolmente le dimensioni della lesione cerebrale, a quanto si legge sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. L’unico farmaco attualmente approvato per il trattamento di ictus, noto come ‘attivatore tissutale del plasminogeno (tPA)’, deve essere invece somministrato entro quattro ore e mezza per essere efficace. “Questo nuovo potenziale trattamento potrebbe aiutare a migliorare le terapie in migliaia di casi di ictus, riducendo l’infiammazione in tutto il cervello”, ha spiegato Ahmed Sharlin della Stroke Association.

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