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Staminali neuronali: più facile la differenziazione con tecnica nanopilastri

Se si utilizzano strutture a nanopilastri, cioe’ molto piu’ piccole del consueto, la differenziazione delle staminali in cellule neuronali e’ maggiore e piu’ rapida. Lo hanno dimostrato gli esperimenti condotti col progetto NanoScale, promosso da un consorzio multidisciplinare coordinato da Vincent Torre, docente della Sissa di Trieste.


Ne fanno parte cinque centri europei di eccellenza (Sissa, Iom-Cnr, Ens (Ecole Normale Superieure di Parigi), Nmi (Naturwissenschaftliches und Medizinisches Institut di Reutlingen), Dtu (Technical University Denmark di Copenaghen) e piccole imprese high-tech italiane e tedesche. Partito nel 2008 e oggi in fase conclusiva, il progetto e’ finanziato dalla Commissione Europea con circa 3 milioni di euro.
E’ stata studiata l’influenza di substrati con geometrie definite a livello nanometrico sulla differenziazione in vitro di neuroni e la formazione di reti neurali: eventi e reazioni che avvengono alla scala di 1 Angstrom, ovvero un decimillesimo di micron.

Il dato saliente e’ che con questa tecnica e’ possibile ottenere la differenziazione cellulare in laboratorio senza l’utilizzo di agenti biochimici stimolanti, che comportano un rischio di proliferazione incontrollata, dunque di tumore, abbastanza elevato. Non si tratta pero’ di risultati definitivi, poiche’ restano ancora da chiarire pienamente i meccanismi genetici che influiscono sullo sviluppo cellulare indotto.

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