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Colera: ricostruita dinamica ultima pandemia

il batterio si è diffuso a partire dal Golfo del Bengala in diverse parti dell’Africa, dell’Asia meridionale e del Sud America, anche sfruttando gli esseri umani come veicoli per spostarsi su lunghe distanze


Le più recenti tecniche di sequenziamento genomico hanno permesso ai ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute di ricostruire l’evoluzione e la diffusione dell’ultima epidemia mondiale di colera, oggetto di un articolo pubblicato suNature.

Com’è noto il colera è un’infezione diarroica acuta causata dal batterio Vibrio cholerae di solito legata alle scarse condizioni igieniche: si stima che globalmente colpisca da 3 a 5  milioni di persone ogni anno, con 100-120 mila decessi.

In quest’ultimo studio, i ricercatori hanno analizzato i genomi di 154 campioni di V. cholerae raccolti in tutto il mondo negli ultimi 40 anni alla caccia di mutazioni che potessero permettere di ricostruire le vie di trasmissione dell’attuale ceppo del batterio, denominato El Tor. Si è così scoperto che l’ultima pandemia si è originata da un progenitore apparso per la prima volta nel Golfo del Bengala 40 anni fa. In seguito, il batterio si è diffuso in diverse parti dell’Africa, dell’Asia meridionale e del Sud America, anche sfruttando gli esseri umani come veicoli per spostarsi su lunghe distanze.

Si è inoltre arrivati a concludere che lo stesso ceppo è diventato resistente agli antibiotici nel 1982 grazie all’acquisizione della regione genetica denominata SXT, un evento che all’epoca scatenò una nuova ondata di infezioni.
“Si tratta in questo caso di uno dei primi studi che sfrutta l’analisi della firma filogenetica del batterio per cercare di tracciarne la diffusione intercontinentale”, ha commentato Balakrish Nair, direttore del National Institute of Cholera and Enteric Diseases di Beliaghata, in India. “Questi risultati potranno risultare estremamente utili per comprendere più a fondo perché le pandemie di colera cominciano in Asia e si diffondono poi in tutto il mondo”.

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