La SIPPS: la vaccinazione antinf…

Influenza stagionale: i c…

Per recuperare l'udito, cellule …

[caption id="attachment_7…

L'applicazione delle cellule sta…

Le cellule staminali appl…

Il carbone attivo aiuta il cuore…

Il carbone attivo allevi…

Scienziati trovano una nuova str…

Un team di ricercatori fi…

I ganglii cerebrali della voraci…

I neuroni di una regione …

Quando una zucca non fa solo hal…

La notte più "spaventosa"…

Cure palliative d’eccezione al n…

Attivo dall’estate, il nu…

Allergia alle monete: allarme ni…

Qualche problema in chi è…

Proliferazione tumorale: nuovo d…

Per mezzo dell’utilizzo d…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Fertilità maschile: un uomo su 4 è portatore di una mutazione genetica che potrebbe rappresentare l’ostacolo

Un uomo su 4 nel mondo è portatore di una mutazione genetica che potrebbe ostacolare la fertilità. A scoprire questo difetto genetico è una ricerca internazionale a cui hanno partecipato studiosi provenienti da Usa, Gran Bretagna e Cina.

Il “tallone di Achille” è una proteina, Defb126, che riveste come un cappotto gli spermatozoi aiutandoli a raggiungere l’ovulo. Questa molecola protegge, infatti, le cellule seminali maschili quando devono attraversare il muco che ricopre l’apparato genitale femminile. È in questa fase che la “proteina-scudo” mette al riparo il seme dai probabili attacchi del sistema immunitario femminile.

Se il gene è alterato, gli spermatozoi potrebbero non essere protetti abbastanza. “Nel 70% degli uomini non fertili non è possibile spiegare il problema solo sulla base del numero e della qualità degli spermatozoi”, spiega Gary Cherr dell’Università della California. Lo studio è pubblicato su Science Translational Medicine.

I ricercatori spiegano che basta un test del Dna per evidenziare i problemi. I portatori del gene anomalo, infatti, non presentano alle normali indagini di laboratorio per la fertilità problemi di motilità spermatica, ma messi a contatto con un gel artificiale che simula la vischiosità del muco genitale femminile risultano meno mobili del normale. Iniettando la proteina dall’esterno, la motilità migliora. Non è ancora chiaro, tuttavia, come una mutazione che può influenzare negativamente la fertilità maschile, incompatibile con i principi dell’evoluzione della specie, sia invece così diffusa. (ASCA)

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!