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Sodio e vita sedentaria: ecco i due peggiori elementi della terza età

Negli anziani di età compresa tra 67 e 84 anni con una minima attività fisica e un altro introito di sodio con la dieta mostrano i peggiori risultati nei test di valutazione delle capacità cognitive

Gli anziani che conducono una vita sedentaria e che consumano molto sodio rischiano molto di più che una patologia cardiovascolare: un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Baycrest di Toronto, in collaborazione con i colleghi dell’Institut Universitaire de Gériatrie de Montréal, della McGill University e dell’Università di Sherbrooke ha mostrato gli effetti negativi di questa combinazione sulle capacità cognitive del soggetto.

 

Il risultato, apparso sulla versione online della rivista Neurobiology of Aging, può avere implicazioni significative sulle politiche per la salute pubblica, poiché mette in luce l’importanza di diversi fattori sul corretto funzionamento del cervello.

 

Nel corso dello studio, sono stati misurati per tre anni i livelli di consumo di sodio e l’attività fisica di 1262 adulti anziani in salute di età compresa tra i 67 e gli 84 anni residenti in Quebec, tutti reclutati nell’ambito del Quebec Longitudinal Study on Nutrition and Successful Aging (NuAge).

 

L’introito di sodio è stato considerato di livello basso se non superiore a 2263 mg al giorno, medio se non superiore a 3090 mg al giorno ed elevato se superiore a 3091 mg al giorno. I ricercatori hanno poi utilizzato il Mini-Mental State Examination, un test standard per le funzioni cognitive, all’inizio dello studio e ogni 12 mesi per i tre anni successivi. I livelli di attività fisica sono invece stati valutati con la Physical Activity Scale for the Elderly.

 

“I risultati del nostro studio mostrano che una dieta ricca di sodio, combinata con un basso livello di esercizio fisico è particolarmente dannoso per le prestazioni cognitive degli anziani”, ha commentato Alexandra Fiocco, ricercatrice della Kunin-Lunenfeld Applied and Evaluative Research Unit (KLAERU) della Baycrest. “La buona notizia è però che gli anziani sedentari non mostravano segni di declino cognitivo se compresi nel gruppo del basso introito di sodio”.

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