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Tumori: stesse cellule malate, ma diverse come potenza in ciascun paziente. Si studiano cure personalizzate

Da tempo la comunita’ scientifica cerca di capire se tutte le cellule all’interno di un tumore sono uguali o se alcune cellule tumorali sono piu’ potenti di altre.

Uno studio condotto da un team di ricercatori canadesi fornisce per la prima volta delle indicazioni, dimostrando che la leucemia mieloide acuta (AML) contiene cellule rare con proprieta’ delle staminali, chiamate cellule staminali leucemiche (LSC), piu’ utili nel predire l’esito clinico rispetto alla maggior parte delle cellule AML. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, ha inoltre mostrato che le LSC sono significative non solo nei modelli sperimentali, ma anche nei pazienti. “Anche se LSC sono come un ago in un pagliaio, le loro proprieta’ uniche determinano se AML rispondera’ alla terapia o meno”, ha osservato John Dick, ricercatore al McEwen Centre for Regenerative Medicine dell’Ontario Cancer Institute e responsabile dello studio, “questo significa che gli sforzi futuri per evitare che la malattia si ripresenti e per migliorare la sopravvivenza complessiva dei pazienti, deve innanzitutto considerare dei modi per assicurare l’eliminazione delle LSC”. Attraverso la selezione, l’analisi e il confronto di staminali sane e staminali della leucemia, Dick e il suo team hanno scoperto un gruppo di geni comune a entrambe le situazioni, e hanno dimostrato che esso potrebbe essere utile nel predire con precisione il corso della malattia nei pazienti studiati.

I pazienti nei quali gruppo di geni comune e’ piu’ marcato hanno mostrato una sopravvivenza molto piu’ breve rispetto ai malati caratterizzati da una loro bassa espressione. I geni coinvolti nell’espressione di questo gruppo di cellule staminali potrebbero essere utilizzati come nuovi bersagli farmacologici per eliminare LSC. Questi geni rappresentano anche potenziali biomarkers AML, potenzialmente utili nell’identificazione dei pazienti che potrebbero beneficiare di una terapia piu’ aggressiva. A lungo termine, queste informazioni potrebbero essere utilizzate per personalizzare la terapia del cancro in modo da fornire la terapia giusta al giusto paziente. “Sebbene la nostra ricerca sia stata limitata alla leucemia mieloide acuta – ha spiegato Dick – i nostri risultati su LSC sono utili al fine di impostare l’utilizzo delle cellule staminali anche ad altre tipologie cancerose. Il nostro approccio puo’ essere utilizzato come modello per testare l’importanza clinica delle cellule staminali tumorali sia in tumori solidi sia in altre forme di leucemia”.

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