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X Congresso nazionale AIUC: cure hi-tech per ferite difficili

Microsfere per la riparazione tissutale, induttori dermici per lesioni agli arti inferiori, innovative membrane per la ricostruzione dei tessuti sono alcuni dei nuovi trattamenti presentati da Teva, la multinazionale israeliana, da anni attenta allo sviluppo di applicazioni per le lesioni croniche.

Ancona, 23 settembre 2011Negli ultimi anni il problema delle ulcere cutanee (venose, arteriose, diabetiche e da pressione) ha assunto un’importanza crescente, soprattutto in relazione al progressivo aumento della popolazione di età avanzata e quindi alla prevalenza delle patologie cronico-disabilitanti. Le lesioni cutanee rappresentano un problema clinico-assistenziale spesso invalidante, di difficile approccio e di crescente importanza. In Italia interessano circa 2 milioni di persone e si stima che nei prossimi 5 anni il numero dei casi di lesioni croniche aumenterà dell’8% su base annua.

Per  discutere i migliori approcci e le novità terapeutiche in questo ambito, i migliori specialisti nazionali ed internazionali sono riuniti al Polo Fieristico di Ancona che ospita dal 21 al 24 settembre il X Congresso Nazionale AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee) dal titolo “AIUC:10 anni di uomini storie e progressi in Vulnologia. Tramonto del primo decennio e alba del secondo.

 

“L’Associazione Italiana Ulcere Cutanee in questi anni si è strutturata ed è diventata una realtà importante –  dichiara Giorgio Guarnera, presidente dell’Associazione – . L’AIUC sta tracciando delle linee guida e il suo obiettivo è stimolare una formazione approfondita di personale specializzato attraverso l’erogazione di corsi, gruppi di studio e congressi come questo ”.

“Per questo congresso sono stati messi in campo circa cinquanta sessioni scientifiche e un gruppo di relatori e moderatori italiani e internazionali” aggiunge Alessandro Scalise, presidente del congresso AIUC.

Teva da anni affronta il problema delle lesioni cutanee croniche puntando su medicazioni tecnologicamente avanzate (biotech), sostituti della cute bioingegnerizzati e prodotti che riattivano i naturali sistemi di riparazione tissutale. Trattamenti che la multinazionale farmaceutica presenta in occasione del Congresso AIUC in particolare in due momenti importanti: il 23 settembre con il simposio “Biomateriali e riparazione tissutale: un approccio a 360°”, l’azienda presenta alcuni prodotti altamente innovativi per il trattamento delle ulcere cutanee. “Il vantaggio di questi prodotti nella cura delle lesioni cutanee sta nella loro capacità di creare e sostenere un ambiente ottimale per l’attività cellulare necessaria per la riparazione dei tessuti” spiega il prof. Gerit Mulder, professore di Chirurgia e Ortopedia presso l’Università di California, San Diego, Dipartimento di Chirurgia e Divisione Trauma. “Medicazioni e prodotti tradizionali non consentono di modulare l’attività cellulare né di influenzarla direttamente. Questi prodotti invece possono agire anche come rivestimenti biologici che proteggono la lesione dall’ambiente esterno”.

Il 24 settembre nel corso della sessione plenaria internazionale il prof. Lior Rosenberg, capo del Dipartimento di Chirurgia Plastica presso la Soroka University Medical Center di Beer Sheva e docente di Medicina presso la Ben- Gurion University Medical School di Beer Sheva, presenta il primo farmaco Teva per la cura delle ulcere che verrà lanciato nel 2012. “Si tratta di un agente per il debridement enzimatico dei grandi ustionati, innovativo come approccio, perché combina i vantaggi della rimozione chirurgica dei tessuti non vitali con quelli dell’approccio non invasivo” sostiene il prof. Rosenberg. “In pratica abbiamo di fronte un prodotto che una volta completato l’iter registrativo potrà portare benefici ai pazienti e agli operatori dei centri specializzati in questo tipo di trattamenti, sia per quanto riguarda l’efficacia clinica, sia per gli aspetti legati ai costi del trattamento”.

L’evoluzione della Vulnologia ha portato metodiche sempre più complesse e tecnologicamente avanzate, finalizzate a una migliore prevenzione nei soggetti più fragili e a una più precisa diagnosi e terapia delle lesioni cutanee di difficile guarigione. “Quando si parla di ulcere cutanee non sempre si pensa a qualcosa di cronico e invalidante” dichiara Giorgio Foresti, AD di Teva Italia e presidente di Assogenerici. “Eppure è quello che accade attualmente a circa 2 milioni di italiani con un impatto sociale rilevante sia per la qualità di vita sia per i costi assistenziali. Stiamo parlando infatti di lesioni che a causa di alcune patologie quali diabete o problemi cardiovascolari non riescono a guarire. Se non curata adeguatamente un’ulcera cutanea cronica può portare a esiti negativi e anche alla morte. Teva da sempre attenta a favorire l’accesso dei pazienti a soluzioni terapeutiche innovative e sostenibili ha sviluppato un sistema modulare di prodotti di ultima generazione chiamato Teva Biotech. Una linea di sostituti della cute bioingegnerizzati e di prodotti che riattivano i naturali sistemi di riparazione tessutale che permettono di curare anche le lesioni più difficili”.

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