Le cellule staminali del cervell…

Scoperta italiana: un com…

Umberto Veronesi: "Vegetariani a…

"Vegetariani si può, vege…

Scoperta la proteina che oppone …

[caption id="attachment_5…

Sindrome metabolica: la prevenzi…

L'abitudine di fare una c…

Acne: maschera al collagene nuov…

Maschere al collagene in …

Caffeina e potenziamento muscola…

La caffeina aiuta i musco…

Test genetico dei capelli per ve…

[caption id="attachment_8…

Epilessia: nei felini e negli uo…

L'epilessia insorge quand…

In Italia si contano 900 meningi…

[caption id="attachment_6…

Terapia ormonale potrebbe avere …

La terapia ormonale sosti…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Mammografia: in grado di dimezzare mortalità per cancro al seno

Vincere il cancro del seno e’ una questione di tempo: al Sud Italia, dove viene diagnosticato mediamente piu’ tardi, il rischio di morire per questa neoplasia e’ del 50% piu’ alto rispetto al Centro-Nord. La differenza fondamentale e’ l’accesso o meno alla mammografia che, da sola, puo’ ridurre del 45% la mortalita’.

Nel settentrione, nelle zone in cui esiste un programma di screening, circa il 50% dei tumori viene scoperto in fase precoce rispetto al 30% del meridione. “Non possiamo piu’ permettere che la malattia ci colga di sorpresa – afferma il prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma e presidente del Convegno International Meeting on new drugs in breast cancer in corso oggi e domani nella Capitale – Grazie alla diagnosi precoce e alle terapie target in Italia vivono oltre 520.000 persone che hanno avuto un tumore del seno. Un enorme successo che deve indurci ad incentivare ancor piu’ la prevenzione primaria e secondaria, su cui esistono ampi margini di miglioramento.

E’ necessario, ad esempio, rinnovare i criteri finora utilizzati per lo screening che dovra’ essere ‘su misura’: familiarita’ o condizioni genetico-ereditarie, mammella densa, terapia ormonale sostitutiva, precedenti condizioni patologiche del seno predisponenti al cancro e presenza di impianti protesici sono elementi da considerare per dividere le donne in tre categorie di rischio (normale, medio e alto). Le stesse condizioni potranno orientare per una diversa modulazione sia dello strumento diagnostico da utilizzare (mammografia, ecografia, risonanza magnetica) che per un diverso timing degli esami.
Quindi non piu’ la mammografia ogni 2 anni a tutte le donne ma una personalizzazione dei controlli sulla base del rischio individuale di ciascuna”. Secondo i risultati del progetto IMPATTO, promosso dall’Osservatorio Nazionale Screening, a partire dal 2007 tutte le regioni hanno attivato un programma di screening mammografico ma, attualmente, l’estensione effettiva e’ solo del 69,2%, con grandi differenze tra le aree geografiche. Inoltre, il tasso di partecipazione alla mammografia e’ in media del 55% (solo una donna su 2 accetta l’invito a sottoporsi all’esame), con un divario tra Centro-Nord e Sud dove i livelli di adesione sono al 40%.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!