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Definita la struttura degli enzimi della crescita cellulare

Gli enzimi chinasi giocano un ruolo chiave nelle funzioni cellulari essenziali. Con l’adozione di inedite tecniche, alcuni ricercatori della Brown University e dei National Institutes of Health sono riusciti in un’impresa in cui si cimenta da alcuni anni buona parte della comunita’ scientifica: descrivere in modo dettagliato la struttura completa di questa tipologia di enzimi. Solo in questo modo, infatti, diventa possibile sviluppare nuovi farmaci.


“Disregolazioni enzimatiche conducono sempre a delle malattie”, ha detto Wolfgang Peti, docente di medicina e chimica alla Brown University e responsabile della ricerca pubblicata su Nature Chemical Biology. “Per sviluppare nuovi farmaci – ha continuato – e’ necessario cercare di individuare i fattori specifici che sono diversi tra i diversi complessi enzimatici.
Il problema e’ che, fino ad ora, non potevamo disporre di una struttura a partire dalla quale poter effettuare questi confronti. Ora questa struttura di riferimento c’e'”. Il complesso descritto da Peti e i suoi collaboratori (p38alpha) ha milioni di famiglie in tutto il mondo. Si tratta di un membro della famiglia MAP chinasi, enzimi che regolano funzioni cellulari come la crescita e l’infiammazione. Malattie correlate alle interruzioni di segnalazione MAP chinasi comprendono il morbo di Alzheimer, l’artrite reumatoide e il cancro. Per determinare la struttura, il team ha utilizzato una inedita combinazione di tecniche, tra cui la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare e la diffrazione a raggi X, servendosi sul National Synchrotron Light Source a disposizione presso il Brookhaven National Laboratory di Long Island. Il risultato di queste tecnologie e’ stata la piu’ nitida figura di un complesso MAP chinasi. La risoluzione del modello e’ sulla scala dei singoli atomi.

I ricercatori hanno individuato un’area denominata “KIS”, responsabile dello sviluppo del complesso p38alpha. Il passo successivo e’ quello di capire il ruolo che KIS potrebbe giocare nella disregolazione enzimatica e nelle malattie. “Questi risultati forniscono nuove conoscenze sulle interazioni molecolari che regolano l’intensita’ e la durata della MAP chinasi e forniscono nuove vie – concludono i ricercatori – per interventi terapeutici delle malattie correlate alla MAP chinasi.

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