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Emorragie: l’ipotermia evita danni a cervello

Le persone con forti emorragie potrebbero essere salvate dai danni cerebrali attraverso l’ipotermia estrema, ossia “raffreddandoli” fino a basse temperature.

Gli scienziati della University of Pittsburg hanno sperimentato con successo questa tecnica su alcuni maiali la cui temperatura e’ stata portata fino a 10 gradi centigradi. Dopo gli ottimi risultati registrati nei test animali, i ricercatori stanno preparando i primi test clinici su umani, che potrebbero gia’ cominciare entro un anno. I risultati sono stati riportati in un documentario della BBC.

L’ipotermia sarebbe in grado di fermare la perdita di sangue e prevenire la formazione di coaguli sanguigni, facendo guadagnare tempo prezioso ai chirurghi per affrontare i grandi sanguinamenti. La nuova tecnica si chiama EPR (emergency preservation and resuscitation) e consiste nel collegare i vasi sanguigni piu’ importanti che si trovano intorno al cuore a una pompa in modo che il sangue ca ldo sia rimpiazzato da una soluzione salina fredda. Il risultato e’ che il corpo abbassa la sua temperatura di circa due gradi al minuto, causando una sorta di ‘spegnimento’ dei tessuti del corpo, che frena i danni conseguenti a una emorragia. Questa situazione di ‘pausa’ da’ anche modo ai medici di intervenire chirurgicamente avendo a disposizione circa 60 minuti, prima che il paziente sia lentamente riportato alla temperatura normale.

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