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Trombosi venosa: medici avvertono di prestare la stessa attenzione riservata a cancro e infarto

La trombosi venosa profonda necessita della stessa attenzione di un cancro o un infarto, avvertono i medici. Ma così non è.


Ai giorni nostri, ahimè, ci sono moltissime malattie. Tuttavia, spesso, sia medici che pazienti tendono a dare maggiore importanza a una piuttosto che a un’altra. E, altrettanto sovente, senza alcuna vera ragione scientifica, affermano i cardiologi. Tra queste, c’è la trombosi venosa profonda (TVP) che meriterebbe la stessa attenzione di patologie serie come il cancro o l’infarto.

Secondo i cardiologi Nallusamy Senthilkumar e N. Arunkumar del KMC Hospital di Mangalore (India), la TVP rappresenta una condizione abbastanza comune in cui si verificano effetti assai gravi. Ciononostante, non si presta la stessa attenzione di un attacco di cuore. Come mai accade ciò? Considerando che le persone colpite ogni anno sono una su mille? Secondo gli esperti è soltanto questione di scarsa informazione.

Lo stesso problema si presenta in caso di embolia polmonare (EP). Questa è caratterizzata dalla presenza di uno o più coaguli di sangue nelle vene più grandi, che si trovano nelle gambe. Finché tali coaguli rimangono in quella zona, il problema può essere marginale tuttavia, se questi si muovono, possono arrivare in zone del corpo ben più pericolose come cuore e arterie polmonari. È proprio in quest’ultimo caso che si può andare incontro a una pericolosa embolia polmonare. I primi segnali di tale pericolo sono caratterizzati da improvvisi affanni.
Siccome questa malattia si conosce da circa due secoli e sono molte le persone decedute, anche tra personaggi pubblici di un certo rilievo, è giusto che vi sia la giusta informazione e attenzione a chi soffre di questo genere di problemi.

Secondo i due cardiologi, sarebbe opportuno dar vita a una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica anche per i problemi derivanti dalla trombosi venosa profonda. Se la gente non ritiene questo disturbo un grave problema medico che va seguito con attenzione, è impossibile prevenire la malattia e i relativi effetti collaterali.
Negli Stai Uniti, recentemente, è partita la prima campagna intitolata “Killer Legs”, che sembra aver sollevato un interesse senza precedenti.
Nel frattempo che attendiamo che la stessa cosa avvenga anche nel nostro Paese ci auguriamo che quanto esposto dai cardiologi indiani possa suscitare l’interesse e la relativa attenzione di tutte le persone potenzialmente esposte al pericolo.

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