MAL DI SCHIENA: ARRIVA “MINOSSE…

Mitologia classica e tecn…

Influenza A: statine attenuano g…

Un nuovo studio Usa sugge…

Zucchero e selenio amici del cuo…

Roma, 30 dic - Zuccheri c…

Stress: compromettente per le co…

Nuove scoperte sui meccan…

Assistenza circolatoria: impiant…

E' stato effettuato a Rom…

Gravidanza: acido folico ideale …

Integratori di ferro…

Sclerosi Multipla progressiva: u…

Una molecola da speriment…

Fumo passivo e l'aumento di inci…

Tra i neonati, il fumo pa…

Cervello: funzionalità legata ai…

I livelli di acidità nell…

Ictus in gravidanza: nuovo studi…

Quello che dovrebbe ess…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Alzheimer: diagnosi precoce riduce fino al 10% l’anno i casi

Sviluppata una nuova metodica per diagnosticare con maggior sicurezza e piu’ precocemente la malattia di Alzheimer. A metterla a punto sono stati ricercatori e medici che hanno partecipato al progetto PredictAD, coordinato da Jyrki Lotjonen del VTT Technical Research Centre of Finland (Espoo, Finlandia).

Il metodo si basa sul confronto delle analisi condotte su di un singolo paziente con i dati riguardanti altri individui – sia sani, sia affetti dalla malattia – depositati all’interno delle banche dati degli ospedali.

Attualmente la diagnosi si basa sulla presenza di diversi marcatori, rilevabili attraverso risonanze magnetiche, PET, analisi del fluido cerebrospinale e di alcuni geni. A questi si aggiungono la misurazione delle capacita’ mnemoniche.

Tuttavia, nessun quadro clinico permette di effettuare una diagnosi sicura al 100%. La nuova metodica e’, invece, in grado di confrontare lo stato di un paziente con quello di centinaia di altri individui, fornendo una rappresentazione grafica che ne illustra in modo totalmente obiettivo lo stato clinico.

”E’ stato calcolato che posticipare lo sviluppo della malattia di 5 anni dimezzerebbe i costi dell’Alzheimer – ha spiegato Gunhild Waldemar dell’University Hospital di Copenhagen (Danimarca) -. Rimandarne la comparsa e la progressione di un solo anno ridurrebbe il numero di casi circa del 10%”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!