Acne: la tintura di timo supera …

Le preparazioni erboristi…

Parkinson: cellule staminali del…

Molti studi effettuati su…

Arriva Tapentadolo, nuova fronti…

Il dolore cronico non o…

Risonanza magnetica e PET insiem…

A Napoli nuovo macchinari…

Osteoporosi e fratture vertebral…

Dall’analisi delle caus…

Alzheimer: scala le classifiche …

Fino a oggi l’Alzheimer s…

Ferro per prevenire i coaguli de…

Per prevenire i coaguli d…

Depressione: è la prima causa de…

Il male oscuro colpisce o…

Rivoluzione nella terapia del di…

Più libertà, qualità di v…

Nascita prematura: osservate alt…

Nei bambini nati prematur…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Schizofrenia e collegamento con malfunzionamento cellule

Un gruppo di scienziati dello Scripps Research Institute ha scoperto che in alcune persone affette da schizofrenia il dna delle cellule cerebrali rimane troppo avvolgente.

I risultati suggeriscono che farmaci gia’ in sviluppo per altre malattie potrebbero eventualmente offrire speranze di trattamento anche nella schizofrenia e in alcune patologie correlate. La ricerca, pubblicata sulla nuova rivista del gruppo Nature, Translational Psychiatry, mostra che il deficit e’ particolarmente pronunciato nei piu’ giovani. Questo significa che se cominciato nella fase iniziale, il trattamento potrebbe arrivare a minimizzare o addirittura a invertire i sintomi della schizofrenia, malattia mentale potenzialmente devastante associata ad allucinazioni e difficolta’ emotive. “Siamo entusiasti per i risultati”, ha commentato Elisabeth Thomas, ricercatrice allo Scripps Research Institute e responsabile dello studio. “Abbiamo dimostrato che c’e’ un legame con il target di un altro gruppo di farmaci, il che potrebbe significare che si apre la possibilita’ per un percorso piu’ rapido alla sperimentazione clinica di questi stessi farmaci per questo nuovo obiettivo”. Nel corso degli ultimi anni, i ricercatori hanno sempre riconosciuto che a livello cellulare anche le modifiche non legate a difetti genetici giocano un ruolo importante nel causare la malattia. Vi e’ infatti un’ampia gamma di effetti epigenetici in grado di cambiare il modo in cui funziona il dna senza per questo modificare propriamente il codice genetico.

Un settore critico della ricerca epigenetica e’ quello legato agli istoni. Si tratta di proteine strutturali che il dna deve avvolgere. Quando essi sono acetilati, delle porzioni di dna sono esposte in modo che i geni possono essere utilizzati. Dopo aver studiato il ruolo dell’acetilazione degli istoni nella malattia di Huntington, Thomas ha studiato gli effetti di questo meccanismo di regolazione genica anche nella schizofrenia. Rispetto al cervello sano, i campioni di cervello di soggetti con schizofrenia hanno mostrato bassi livelli di acetilazione degli istoni, il che potrebbe costituire la causa del blocco dell’espressione genica. Un altro dato fondamentale e’ che nei piu’ giovani affetti da schizofrenia, il problema e’ apparso molto piu’ pronunciato.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi