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Trapianto di polmone da vivente: primo via libera alla legge

Accordo in Commissione alla Camera per il testo che autorizza la donazione di lobi polmonari, dando più speranze ai tanti malati di fibrosi cistica in lista d’attesa. Il “dono” interesserà soprattutto le madri di giovani affetti dalla patologia. Varrà anche per pancreas e intestino.

ROMA – Trapianto di polmone, intestino e pancreas da donatore vivente: è accordo bipartisan nella XII commissione Affari sociali della Camera. La legge è ora a un passo dall’approvazione e consentirà di salvare la vita a circa 100 pazienti giovanissimi colpiti da fibrosi cistica che ogni anno muoiono in lista di attesa per un trapianto polmonare.

La notizia l’ha data la relatrice della norma, il deputato (e medico) Melania Rizzoli, Pdl. “Con questa legge – ha spiegato Rizzoli – si potrà donare un lobo polmonare a un ricevente, in genere un bambino, e la donazione è generalmente materna. Alla madre l’asportazione di un lobo non compromette la salute né la respirazione che viene compensata in breve”.

La donazione genitore-figlio è stata fortemente voluta dalla deputata cattolica (e neuropsichiatra infantile), Paola Binetti, Udc. “Questa legge – ha commentato – si inserisce nel tema dell’etica della donazione e del dono di sé”. “Mi pare – ha aggiunto la parlamentare legata alle gerarchie vaticane – un modello di vita sociale e familiare che dà ai legami interni della famiglia una nuova solidità, un nuovo spessore. Un genitore che dona una parte di se stesso sottoponendosi a un trapianto polmonare a favore di un figlio è come se desse al figlio la vita una seconda volta. Quei bambini che tornano a vivere, per usare il titolo del romanzo di Giuseppe Pontiggia, è come se fossero ‘Nati due volte'”.

Oggi la legge italiana prevede il trapianto da donatore vivente solo per una parte del fegato e per il rene. La nuova normativa che sta per essere approvata lo consentirà anche per l’intestino e il pancreas, ma questi due aspetti sono molto più rari rispetto al lobo polmonare. “La fibrosi cistica – spiega Antonio Amoroso, coordinatore piemontese del centro trapianti – è una malattia molto diffusa che colpisce ogni anno un bambino ogni 2800 nati. È una patologia genetica ereditaria provocata da un difetto del gene CFTR. In sostanza, non funziona una proteina che controlla il passaggio del cloro all’interno delle cellule rendendo i fluidi biologici più densi, per questo è comunemente chiamata mucoviscidosi”.

“Nei nostri bronchi e polmoni – aggiunge l’immunologo delle Molinette – le secrezioni, che diventano più dense, non svolgono più il loro compito di eliminare i microbi che, ristagnando nel sistema polmonare, provocano infezioni fino a uccidere, nei casi più gravi, il malato”. Il 40 per cento dei pazienti con questo difetto genetico in lista di attesa per un trapianto polmonare ha un’età media di 15-20 anni. “Il 15-20 per cento di loro – spiega Amoroso – a oggi, muore in lista di attesa entro un anno per mancanza di un organo”. La nuova legge, grazie al “dono di sé” di un genitore (per dirla alla Binetti), offrirà loro una nuova speranza di vita.

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