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Maculopatia trattata con cellule staminali in USA. Risultati incoraggianti

L’uso di staminali ricavate da embrioni umani in casi di maculopatia si e’ dimostrato sicuro e di una qualche efficacia per ridare la vista ai pazienti. Lo annunciano su Lancet studiosi americani.


Lo studio, a un decennio dalla scoperta del potenziale delle cellule staminali, e’ il primo del genere condotto su esseri umani. E’ stato condotto su un paziente anziano e uno giovane con diverse forme di maculopatia che li avevano portati alla quasi totale cecita’: il primo affetto di maculopatia senile che colpisce in eta’ adulta o avanzata, il secondo della malattia di Stargardt, la forma piu’ diffusa di degenerazione maculare giovanile, di solito diagnosticata tra i 10 e i 20 anni di eta’.
L’occhio e’ uno degli organi privilegiati per questo tipo di esperimenti perche’ ‘immunoprivilegiato’, nel senso che di solito non produce una forte reazione immunitaria.

Dopo quattro mesi i trapianti delle staminali sono risultati sicuri e entrambi i pazienti hanno riportato miglioramenti nella vista. Obiettivo di test successivi sara’ di curare casi meno avanzati, hanno indicato sulla rivista scientifica britannica Robert Lanza, Chief Scientific Officer all’Advanced Cell Technology di Marlborough in Massachusetts e Steven Schwartz, esperto di retina alla University of California di Los Angeles.
Tre anni fa lo stesso Lanza aveva annunciato con successo una terapia di staminali embrionali per curare gravi malattie dell’occhio tra cui le maculopatie in vista dei primi test clinici su pazienti.

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