Ictus ischemico a tre anni: inte…

A tre anni e mezzo e' st…

Le cellule "assassine" che posso…

Grazie a una nuova ricerc…

Fibrillazione atriale: in aument…

Domani si celebra la terz…

Fratture vertebrali oncologiche:…

[caption id="attachment_7…

Tumore al seno e dissezione asce…

Uno studio italiano esclu…

DNA in laboratorio, senza enzimi…

Creata in laboratorio l…

Cardiopatia, la lotta e le placc…

Alcuni ricercatori in Eur…

Create cellule "difesa" contro A…

Una ricerca dell'Istituto…

Vivere 'da faraoni' dopo una rec…

Roma, 18 nov - Gia' le mu…

Ridurre il peso della burocrazia…

Roma, 12 maggio 2015 - “S…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Memoria e capacità cognitive: il degrado inizia dopo i 45 anni

Secondo un nuovo studio inglese, a questa età comincia il crollo della capacità di ragionare e la memoria. Un calo del 3,9 per cento negli uomini e nelle donne tra i 45 e i 49 anni.

ROMA – Perdiamo colpi prima del previsto. Il nostro cervello comincia il suo processo di lento declino a partire dai 45 anni e non dai 60 come finora era stato sostenuto da molti studi scientifici. Il clamoroso anticipo di 15 anni sulla perdita delle capacità di memorizzare oggetti e parole o sulle attitudini al ragionamento è stata descritta da una ricerca clinica pubblicata sull’autorevole British Medical Journal che non lascia dubbi sull’interpretazione: le attività di ragionamento e memoria calano del 3,6% negli uomini e nelle donne tra i 45 e i 49 anni. La situazione peggiora con il passare degli anni e il calo arriva al 9,6% negli uomini tra i 65 e i 70 anni ma si ferma al 7,4% nelle donne della stessa età.

I ricercatori dell’University College di Londra hanno effettuato test su oltre 7 mila persone (5.198 uomini e 2.192 donne) per 10 anni, interrogando i volontari con prove di memoria, padroneggiamento del vocabolario e di ragionamento. Il risultato è che la soglia d’età in cui si comincia a ‘perdere colpi’ è ben più vicina rispetto a quanto si sapeva.

Alla luce dei risultati della ricerca, secondo gli esperti inglesi, per ora si può agire solo sulla prevenzione e per far questo saranno necessari ulteriori studi necessari a “identificare i fattori di rischio – afferma Archana Singh-Manoux del Centro ricerche epidemiologiche in Francia che ha guidato il team inglese – e le funzioni cognitive che declinano precocemente, per fermare questo processo”.

1 comment

  1. steve

    Notizia che preoccupa visto che dovremo lavorare almeno sino a 70 anni !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi