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Contro il Cancro al Seno l’UE lancia una nuova sfida

È stato appena avviato un nuovo progetto per un biomarcatore finanziato dall’UE che ha lo scopo di ottenere una terapia per il cancro al seno più personalizzata per le pazienti. Assicurando che la terapia per il cancro al seno sia creata appositamente per una singola paziente, i medici possono evitare le cure inefficaci, risparmiando tempo prezioso ed energie.

RESPONSIFY (“Genome-based biomarkers leading to validated molecular diagnostic tests for response prediction in breast cancer”) ha ricevuto quasi 6 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE e riunisce ricercatori provenienti da Belgio, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e Svizzera.

I partner del progetto lavoreranno per sviluppare nuovi test per biomarcatori in grado di indicare gli effetti di una cura su un singolo paziente e rendere la previsione della risposta molto più semplice.

L’obiettivo principale del progetto sarà verificare se certi tipi di cure debbano essere somministrate prima o dopo un intervento chirurgico. I medici spesso devono determinare quale terapia sia meglio per un paziente che sta per essere sottoposto alla rimozione chirurgica di un tumore, nella maggior parte dei casi di cancro al seno è solo dopo la rimozione e l’esame del tumore che i medici scelgono una terapia. Ma il fatto che questa sia la forma prevalente di cura non significa che sia adatta a tutti. Le cure che iniziano prima dell’intervento chirurgico, chiamate “terapie neoadiuvanti”, comportano una significativa riduzione del tumore in fase preoperatoria. Solo in quel momento i dottori asportano quel che resta del tessuto tumorale.

Il professor Carsten Denkert, dell’istituto coordinatore, Charité – Universitätmedizin Berlin, commenta: “Il vantaggio della terapia neoadiuvante è che la risposta effettiva della terapia sul tumore è immediatamente visibile. È per questo che possiamo giudicare meglio quali biomarcatori sono quelli giusti per indirizzare la terapia.”

Il team userà diverse strategie basate sul genoma per identificare e caratterizzare nuovi biomarcatori e per validare biomarcatori di progetti precedenti. Le strategie basate sul genoma comprendono nuove tecniche molecolari come il sequenziamento di tutto il genoma di prossima generazione, l’epigenetica, l’analisi dell’espressione genetica e degli esoni, la gamma del chinoma, la proteomica in situ e la reazione a catena della polimerasi quantitativa (qPCR) usando tessuto fissato in formalina e incluso in paraffina (FFPE).

Integrando le informazioni sulla previsione della reazione di diversi tipi di cancro al seno e metodologie in test per biomarcatori per terapie mirate nell’ambito della routine clinica, i ricercatori possono lavorare per superare le difficoltà che circondano l’individualizzazione della terapia del cancro sulla base di analisi standardizzate di biomarcatori. Per portare questi test sul mercato, essi saranno poi sviluppati per la commercializzazione dalle industrie e dalle piccole e medie imprese (PMI) che fanno parte del consorzio.

I risultati del progetto saranno presentati su un sistema di integrazione ed elaborazione dei dati basato sul web. La standardizzazione dell’integrazione dei dati delle sperimentazioni cliniche e dei biomarcatori in un sistema permette un facile accesso a ulteriori sperimentazioni cliniche basate sui biomarcatori.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) riferisce che il cancro al seno è la forma più comune di cancro tra le donne di tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Per maggiori informazioni, visitare:

Charité – Universitätsmedizin Berlin:
http://www.charite.de/en/charite/

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