Reimpiantate gambe quasi complet…

Ha rischiato di perdere e…

Identificate dal rene umano una …

Lo rivela uno studio dell…

Pediatria: destrosio utile contr…

Una soluzione economica e…

Cancro: nel 40% dei casi incide …

In oltre 4 casi su 10 il …

Cancro al seno: non sempre il ca…

Le donne che consumano ca…

Asma: alcuni farmaci anti-colest…

I sintomi dell'asma posso…

Malaria: super molecola arriva c…

[caption id="attachment_8…

Epatite C: farmaco per eradicarl…

Un anno dopo l'approvazio…

Mieloma: Celgene avvia programma…

[caption id="attachment_2…

Nuovi modi di interpretare i sis…

Un team internazionale di…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori: al Regina Elena istruzioni del prima e dopo il cancro al seno

Il tumore al seno uccide sempre meno. La sopravvivenza a 5 anni per il cancro della mammella è tra le più alte tra le malattie oncologiche e raggiunge l’87%.

Oggi, quindi, agli aspetti puramente terapeutici di assistenza alla paziente se ne aggiungono altri, ancora in gran parte sconosciuti, che riguardano il ‘prima e dopo’ la malattia. Ai fattori di rischio, alla preservazione della fertilità, alla prevenzione farmacologica e ad altri temi è dedicato il confronto, in programma domani, tra esperti internazionali all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma.
Per quanto riguarda il prima, recenti nuove conoscenze mettono in guardia su fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo della neoplasia, quali ad esempio alcuni difetti genetici che influiscono sulla produzione degli ormoni endogeni, o le stimolazioni ormonali ripetute per indurre gravidanza e ancora l’impiego di ormoni per alleviare i disturbi legati alla menopausa. Inoltre, emergono da numerosi studi clinici, i benefici della ‘prevenzione farmacologica’ con agenti ormonali in donne a rischio di sviluppare il tumore. Per il dopo, invece, un primo obiettivo è il controllo dei sintomi da carenza estrogenica a causa della scomparsa transitoria o definitiva di mestruazioni, pur nel rispetto della patologia oncologica di partenza.

Due nuovi test, introdotti di recente al Regina Elena, inibina B e ormone antimulleriano consentono una valutazione della fertilità sempre più accurata.
“Fattori di rischio genetici o ambientali, prevenzione farmacologica, preservazione della fertilità – dichiara Patrizia Vici, oncologa dell’Istituto Regina Elena e promotrice dell’evento – sono tutte problematiche emergenti, legate alla elevata percentuale di donne guarite dal cancro, così come l’analisi delle correlazioni, ancora poco note, tra cancro della mammella e gravidanza: rischi durante le terapie, probabilità di rimanere o tornare fertile, entità del rischio per le pazienti di avere una gravidanza dopo la malattia, ecc“.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!