Tumori: fotoimmunoterapia e anti…

La luce potrebbe aiutare …

Danni polmonari: identificata un…

Identificata una popolazi…

Valvola aorta impiantata senza p…

Innovativo intervento di …

Albumina - creatina e attacchi d…

[caption id="attachme…

Europa No-Smoking: il 60 percent…

Europa 'no smoking'. Il …

Adenocarcinoma polmonare: un nuo…

[caption id="attachment_6…

Tumore alla prostata: a Saviglia…

[caption id="attachment_6…

Flora intestinale: il futuro la …

Il futuro della corretta …

Chemioterapia: recente studio mo…

Alcuni ricercatori finanz…

MENOPAUSA, ORMONI E CERVELLO

L’uso prolungato di ormon…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumori: al Regina Elena istruzioni del prima e dopo il cancro al seno

Il tumore al seno uccide sempre meno. La sopravvivenza a 5 anni per il cancro della mammella è tra le più alte tra le malattie oncologiche e raggiunge l’87%.

Oggi, quindi, agli aspetti puramente terapeutici di assistenza alla paziente se ne aggiungono altri, ancora in gran parte sconosciuti, che riguardano il ‘prima e dopo’ la malattia. Ai fattori di rischio, alla preservazione della fertilità, alla prevenzione farmacologica e ad altri temi è dedicato il confronto, in programma domani, tra esperti internazionali all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma.
Per quanto riguarda il prima, recenti nuove conoscenze mettono in guardia su fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo della neoplasia, quali ad esempio alcuni difetti genetici che influiscono sulla produzione degli ormoni endogeni, o le stimolazioni ormonali ripetute per indurre gravidanza e ancora l’impiego di ormoni per alleviare i disturbi legati alla menopausa. Inoltre, emergono da numerosi studi clinici, i benefici della ‘prevenzione farmacologica’ con agenti ormonali in donne a rischio di sviluppare il tumore. Per il dopo, invece, un primo obiettivo è il controllo dei sintomi da carenza estrogenica a causa della scomparsa transitoria o definitiva di mestruazioni, pur nel rispetto della patologia oncologica di partenza.

Due nuovi test, introdotti di recente al Regina Elena, inibina B e ormone antimulleriano consentono una valutazione della fertilità sempre più accurata.
“Fattori di rischio genetici o ambientali, prevenzione farmacologica, preservazione della fertilità – dichiara Patrizia Vici, oncologa dell’Istituto Regina Elena e promotrice dell’evento – sono tutte problematiche emergenti, legate alla elevata percentuale di donne guarite dal cancro, così come l’analisi delle correlazioni, ancora poco note, tra cancro della mammella e gravidanza: rischi durante le terapie, probabilità di rimanere o tornare fertile, entità del rischio per le pazienti di avere una gravidanza dopo la malattia, ecc“.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!