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Artrite reumatoide: l’uso di statine aumenta rischi morte

L’interruzione della terapia con statine aumenta il rischio di morte per malattie cardiovascolari nei pazienti affetti da artrite reumatoide. E’ quanto affermato da uno studio del Public Health and Arthritis Research Centre del Canada pubblicato su ‘Arthritis Care & Research’, rivista dell’American College of Rheumatology (ACR).


La ricerca evidenzia l’importanza di avvertire i pazienti con artrite reumatoide degli effetti della statino-terapia nella riduzione delle malattie cardiovascolari e del rischio di mortalita’. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) stima che l’artrite reumatoide colpisce fino all’uno per cento della popolazione nei paesi sviluppati: i tassi di mortalita’ tra i pazienti ammalati di AR sono 1,5 volte superiori rispetto alla popolazione generale. Si tratta di decessi causati principalmente dall’insorgere di malattie cardiovascolari. Le statine, farmaci come atorvastatina e Rosuvastatina, che vengono utilizzate per abbassare il colesterolo e gestire le patologie cardiache, sono una terapia comune per i pazienti con artrite reumatoide.

La ricerca riferisce che il 38 per cento dei pazienti affetti da artrtite in modo permanente quando interrompe la terapia con statine aumenta il rischio di infarto del 67 per cento. “Il nostro studio fornisce la prova degli effetti nocivi dell’interruzione della terapia con statine”, ha detto l’autrice Mary De Vera, docente dell’Universita’ della British Columbia School of Population & Public Health and Arthritis Research Centre del Canada. “Pazienti affetti da AR che hanno interrotto la terapia con statine subiscono un rischio maggiore di morire per malattie cardiovascolari. I nostri risultati – ha concluso – sottolineano l’importanza del rispetto delle prescrizioni della terapia di statine con artrite reumatoide”.

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