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Cardo Mariano: protezione naturale per fegato e cuore

Un nuovo studio suggerisce che la Silibina, una sostanza naturale contenuta nel Cardo mariano, possa essere in grado di proteggere non solo il fegato dal danno cronico determinato dall’accumulo di grasso ma anche il cuore
Un aiuto nel controllare il grasso che può danneggiare il fegato ed essere causa d’insorgenza del diabete e le complicanze cardiovascolari associate arriva da una pianta, il cardo mariano.

Nello specifico, è una sostanza in esso contenuta e chiamata Silibina a essere stata oggetto di un nuovo studio tutto italiano in cui si mostrano gli effetti benefici per la salute.

Il diabete è una malattia cronica associata a una elevata mortalità, specialmente per malattie cardiovascolari, e rappresenta una vera e propria piaga nei paesi occidentali anche a causa degli elevati costi sociali. Recenti studi poi hanno evidenziato uno stretto legame tra il contenuto di grasso nel fegato, la comparsa del diabete e le relative complicanze cardiovascolari.
Ma oggi si è scoperto che un aiuto può arrivare da una sostanza estratta dal cardo mariano, una pianta estremamente diffusa nei paesi del Mediterraneo, conosciuta e utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà epatoprotettive.

Ad aver scoperto le proprietà della Silibina è uno studio su modello animale dell’Università di Catania, coordinato dal dottor Federico Salamone, in collaborazione con il professor Giovanni Li Volti e Fabio Galvano.
I ricercatori italiani hanno qui valutato gli effetti della somministrazione della Silibina in topi diabetici con fegato grasso, dimostrando che questa sostanza naturale è in grado di proteggere non solo il fegato dal danno cronico determinato dall’accumulo di grasso ma anche il cuore di questi animali.

Lo studio, apparso sul numero di aprile di Digestive and Liver Disease, mette in evidenza un marcato effetto anti-steatosico e antinfiammatorio nel fegato e nel cuore dei topi che hanno ricevuto la Silibina.
«Gli effetti protettivi della Silibina sul fegato e sul cuore degli animali diabetici – spiega il dr. Salamone – appaiono particolarmente significativi visto lo stretto legame tra fegato grasso e rischio cardiovascolare».
I dati ottenuti da questi esperimenti integrano precedenti dati dello stesso gruppo di ricerca, che evidenziavano un effetto protettivo della Silibina sull’endotelio. Ulteriori studi saranno necessari al fine di chiarire se tali effetti sono presenti anche nell’uomo e quali siano i meccanismi d’azione di tale sostanza.
La Stampa.it

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