Chili di troppo che si ereditano…

I chili di troppo si ered…

Prima colazione: tutti gli strat…

"Prima colazione? Non ri…

Dolore cronico nei pazienti anzi…

Tecniche di comunicazione…

Riserva ovarica e gene guardiano…

La sovraespressione del…

AIDS: nuovo approccio per combat…

Identificato il meccanis…

Stress ossidativo: Telethon svel…

Dalla ricerca Telethon su…

Autismo: stimolazione cerebrale …

La stimolazione cerebrale…

L'osservatorio Federsalus lancia…

Per gli abitanti del Bel …

Vitamina D3, cistatina e tumori …

[caption id="attachment_1…

Quando i bruciori allo stomaco n…

La pirosi frequente -…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Clonazione “naturale”: i coralli ne danno esempio

La clonazione esiste in natura: lo dimostrano i coralli. Quando i loro embrioni, fragilissimi, vengono distrutti dalle onde, ognuno dei loro frammenti e’ in grado di generare un nuovo individuo.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, dimostra per la prima volta che degli organismi pluricellulari sono capaci di riprodursi spontaneamente grazie a dei cloni.
I ricercatori dell’Istituto Australiano di Scienze Marine hanno osservato per la prima volta in laboratorio questa capacita’ dei coralli, unica nel regno animale, di produrre cloni (ossia individui con lo stesso corredo genetico) a partire dall’embrione. I coralli sono delle strutture marine ‘edificate’ da piccoli polipi che creano delle complesse colonie al cui interno vengono ospitate anche microscopiche alghe che vivono in simbiosi con loro.

E’ noto da tempo che all’interno delle barriere coralline, nonostante si riproducano in maniera sessuata attraverso il rilascio di uova, una gran parte dei polipi sono ‘gemelli’, possiedono cioe’ lo stesso corredo genetico. I ricercatori australiani hanno osservato in laboratorio che le onde, anche deboli, sono in grado di rompere facilmente il delicatissimo involucro che ospita l’embrione, costituito da piu’ cellule, dei polipi; sorprendentemente le cellule disperse non portano alla morte dell’individuo in formazione, ma riprendono a moltiplicarsi generando cosi’ nuove copie dell’individuo iniziale

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi