Uno spray genetico contro un vir…

[caption id="attachment_7…

App PAINlab: la tecnologia al se…

App PAINlab: la tecnolo…

Le statine, e l'azione inibente …

Le statine ipocolesterole…

Mutazioni che causano il cancro:…

I meccanismi molecolari c…

Testosterone: utile contro scomp…

Il testosterone puo' mig…

Il gene che fa 'battere il cuore…

La ricerca apre nuove pro…

Le malattie infettive a scuola: …

Malattie infettive come p…

Linagliptin approvato in Europa …

 Linagliptin è l’unico tr…

Ipertensione: diventa una cura u…

Non solo all'umore, alla …

Uso pillola contraccettiva dimin…

Le donne che usano contra…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nuova tecnica di risonanza magnetica può predire progresso demenze

Sviluppata una nuova tecnica per l’analisi di immagini del cervello che offre la possibilita’ di utilizzare la risonanza magnetica (MRI) per predire il tasso di progressione di molte malattie degenerative.

La tecnica e’ stata messa a punto da un team interdipartimentale del San Francisco Medical Center e della University of California – San Francisco (UCSF). Gli scienziati hanno utilizzato nuove metodologie di modellazione al computer per prevedere realisticamente, partendo da immagini di 14 cervelli sani, la progressione fisica del morbo di Alzheimer e della demenza frontotemporale (FTD).

I modelli erano basati sulla trattografia dell’intero cervello, una tecnica di risonanza magnetica che associa i percorsi neurali, ovvero le ‘linee di comunicazione’, che collegano diverse aree cerebreali. La diffusione della malattia prevista dai modelli lungo quelle vie si e’ mostrata coincidente con le reali immagini MRI relative alla degenerazione cerebrale in 18 pazienti affetti da Alzheimer e 18 pazienti affetti da FTD. “I risultati devono essere replicati – ha affermato Michael Weiner, direttore del Centro per l’imaging SFVAMC nonche’ primo autore della ricerca – ma suggeriscono chiaramente che, utilizzando questo approccio, possiamo prevedere l’ubicazione e il corso della futura atrofia cerebrale sia nella malattia di Alzheimer che nella FTD, cosi’ come in altre malattie degenerative del cervello”. “Si tratta – ha concluso – di uno strumento estremamente utile per la pianificazione del trattamento terapeutico”.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x