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Infezioni batteriche estive, possibile combatterle con flora batterica intestinale “buona”

La flora batterica intestinale “buona” è uno dei mezzi più efficaci per contrastare le infezioni batteriche, potenzialmente letali, come quella del famigerato Escherichia Coli salito alla ribalta delle cronache lo scorso anno
Ricordate il “batterio killer”? Quello divenuto tristemente famoso lo scorso anno e che ha tenuto banco nelle notizie per un bel po’ di mesi? Era il famigerato E. coli, un batterio che si annida nella carne, nell’acqua contaminata, nel latte e così via.


Il miglior modo per difendersi è ovviamente evitare il contatto con cibi contaminati, tuttavia a volte può capitare di assumerli senza saperlo. In questo caso si rischia di contrarre l’infezione che può avere conseguenze anche gravi.

Esiste però un altro modo per prevenire l’infezione senza dover per forza analizzare tutto il cibo che si assume e, di questo modo, ce ne parlano i ricercatori statunitensi dell’Università del Michigan – Health System.
Secondo gli autori dello studio, infatti, un intestino a posto con tutti i suoi batteri buoni in efficienza può aiutarci a fermare le possibili infezioni.
La possibilità che un batterio invasore possa avere la meglio su di noi è determinata da una questione genetica, fanno notare gli scienziati. Tuttavia, la flora batterica intestinale efficiente potrebbe essere in grado di intervenire prima che i batteri invasori abbiano il tempo di riprodursi e attecchire.

«Più di 1.000 specie di batteri vivono nel nostro intestino, in una popolazione simbiotica chiamata il microbiota – spiega l’autore principale dello studio Gabriel Nunez a Science – Questi risultati dimostrano che questi, chiamati anche batteri commensali, competono con i batteri patogeni in un modo in precedenza non compreso, e che gli agenti patogeni utilizzano un set specifico di geni per competere con i commensali prima di lasciare temporaneamente il corpo. Capire questo ci offre i potenziali obiettivi per la prevenzione e il trattamento».

In questo studio, per esempio, si comprende come i batteri nocivi competono con i nostri batteri commensali per ottenere certe sostanze nutritive di cui necessitano per sopravvivere. Il suggerimento è che rimuovendo alcuni elementi nutritivi e, per contro, stimolarne altri potrebbe essere d’aiuto nel combattere l’infezione. Questo fattore potrebbe altresì favorire un uso più mirato degli antibiotici nella lotta alle infezioni da E. coli, nel caso che queste si siano sviluppate, concludono gli autori.

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