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Cannabis (THC) in monoterapia non è efficace nel bloccare la progressione della sclerosi multipla

La cannabis non e’ efficace nel bloccare la progressione della sclerosi multipla. E’ il risultato di un trial clinico, condotto dalla Peninsula Medical School in Plymouth in Gran Bretagna. Durante lo studio i pazienti hanno assunto tramite pillole il tetraidrocannabinolo (THC), il principale principio attivo della cannabis per la durata di tre anni. Il THC ha aiutato a ridurre i sintomi della sclerosi multipla, ma non sono emerse prove della sua efficacia nel rallentare la malattia.


I risultati della ricerca, condotta dal professor John Zajicek, saranno presentati a un meeting della Association of British Neurologists. “Ho assunto le pillole ogni giorno per 3 anni e mi hanno permesso di vivere decentemente durante la durata del trial. Pensavo che la sclerosi non fosse avanzata durante questo periodo.

Ma non sono migliorato, e’ una delusione piuttosto forte”, ha raccontato alla BBC Peter Atkey, uno dei 500 pazienti che hanno preso parte al trial. Delusione condivisa anche da Zajicek: “Ci sono molte prove del fatto che la cannabis abbia un effetto sintomatico: riduce il dolore e gli spasmi muscolari. Tuttavia, il nostro studio voleva verificare se oltre che bloccarne i sintomi, il THC fosse utile per guarire dalla sclerosi, e cosi’ non e’ stato. Sono molto dispiaciuto per i pazienti di sclerosi multipla, per i quali a tutt’oggi non esiste ancora un trattamento”.

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