Prima volta microchip infetta uo…

[caption id="attachment_7…

Rituximab migliora sopravvivenza…

Roche ha annunciato i dat…

Rapamicina: scoperte ulteriori p…

[caption id="attachment_6…

Fratture vertebrali: a Teramo te…

Presso l’Unità Operativa …

Fumatori italiani i meno convint…

I fumatori italiani sono …

Nanoparticelle guidate da un mag…

[caption id="attachme…

La chiave del dimagrimento è nel…

[caption id="attachment_2…

Moduli a DNA per lo storage dei …

Nuovi progressi nello sfr…

Rigenerazione dei nervi: scopert…

Identificata un'unica mol…

Diabete: scoperta interazione tr…

Un team di scienziati del…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Feto: lo scambio “reciproco” di messaggi cellulari figlio-madre, e non solo viceversa

La tesi è il risultato di uno studio Usa secondo il quale in gravidanza avanzata ci sarebbe un vero e proprio scambio fra mamma e bimbo. I test sui topi proverebbero che il “pezzo” del figlio resterebbe nell’organismo materno per diverso tempo.

Non è solo la madre a passare una parte di sè al feto che ha in grembo. Nel tempo della gravidanza avanzata ci sarebbe uno scambio vero e proprio e cellule del nascituro sarebbero trasmesse alla mamma. La tesi è il punto di arrivo di una ricerca realizzata da studiosi Usa del Tufts Medical Center, secondo la quale all’interno di ogni mamma in gestazione ci sarebbe anche un “pezzo” del figlio.

I ricercatori sono arrivati a questo risultato attraverso un test di laboratorio che ha permesso di identificare tre tipi di cellule fetali nel flusso sanguigno di topi in tarda gravidanza. Queste cellule, secondo la ricerca, si trasferiscono dai figli alla madre e possono permanere nei suoi organi interni anche molto tempo dopo il parto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biology of Reproduction’s Papers-in-Press.

“Abbiamo utilizzato dei database pubblici per estrarre delle informazioni genetiche importanti da queste cellule fetali, in modo da capirne il funzionamento”, ha spiegato l’autrice dello studio, Diana Bianchi. Secondo la studiosa, la natura avrebbe elaborato questo meccanismo con un obiettivo preciso: “Riteniamo che questo passaggio da figlio a madre sia un modo per rendere il sistema immunitario materno tollerante al feto – spiega Bianchi – . Inoltre, abbiamo rilevato la presenza di queste cellule fetali in zone tumorali dei polmoni delle madri, ma non è chiaro se queste cellule aiutino a distruggere il tumore o contribuiscano alla sua crescita”.(Repubblica.it)

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi