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Milano all’avanguardia nel trattamento risolutivo dell’incontinenza urinaria maschile. Una piccola rete salva la continenza dopo intervento alla prostata per tumore

Dottor Maurizio Cremona, Responsabile  Unità Operativa di Urologia Istituto Clinico Sant’Ambrogio Milano

Studio Urologico Ecografico Busto Arsizio ( Va )

Dopo il cancro è crisi per migliaia di italiani affetti da incontinenza urinaria conseguenza indesiderata dell’asportazione radicale della prostata che si può ora risolvere con un’ innovativa tecnica chirurgica mininvasiva  chiamata Advance .

“La nuova metodica” , spiega il dottor Maurizio Cremona, responsabile dell’ Unità Operativa di Urologia presso l’ Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e tra i primi urologi in Lombardia ad adottarla , “consente di recuperare la normale continenza con l’inserimento di una retina di polipropilene (particolare materiale biocompatibile) che riposiziona l’uretra, dislocata dall’intervento sulla prostata, nella sua sede anatomica naturale . Advance  che  si può effettuare in one day hospital ( ricovero di un giorno e una notte ) e in anestesia locale ( spinale )  è indicata per pazienti con incontinenza lieve – moderata e non trattati con radioterapia .


I vantaggi rispetto agli interventi del passato invasivi, complessi e con scarsi risultati  sono l’efficacia dell’90%, la brevità (la retina viene posizionata in circa 30 – 40 minuti) e del  recupero con ritorno alle normali attività in brevissimo tempo – una settimana. Impiegata con successo negli States e in Europa su oltre 50 mila pazienti è disponibile oltre all’ Istituto Clinico Sant’ Ambrogio  di Milano  in altri centri ospedalieri italiani a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale – SSN-  e cioè gratis per il paziente. “L’incontinenza urinaria da sforzo dopo la prostatectomia”  precisa il dottor Cremona , calabrese di nascita,  vive a Busto Arsizio dove ha uno studio da 26 anni ,  “si manifesta a seguito  di un piccolo sforzo  come  tossire , sollevare una borsa  è molto frequente –  fino al 60% dei casi – e nella maggior parte dei casi si risolve o si riduce entro un anno dall’intervento .Tuttavia circa  il 10 % dei pazienti operati rimane incontinente. Nonostante la diffusione della patologia legata che con ansia, depressione e isolamento legati al  timore di non riuscire a controllare improvvise fughe di urine  incide pesantemente  sulla qualità della vita, i rapporti sociali l’intesa di coppia e la sessualità ,  l’incontinenza rimane  una  patologia   nascosta .  Solo  una minoranza –  circa  il 50 % –  vincendo  vergogna  e imbarazzo  si rivolge all’urologo mentre gli altri si rassegnano ai pannoloni.  Negli incontinenti è frequente, infatti, riscontrare un atteggiamento di rassegnazione dovuto all’errata  convinzione che dopo  aver subito l’asportazione di un tumore alla prostata perdere urina è quasi normale e inevitabile . Questo disturbo puo’ invece essere risolto con successo, con la nuova tecnica chirurgica mininvasiva Advance  e nei centri di urologia  esperti in incontinenza urinaria sempre più diffusi in Italia”.

“Nell’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio”, conclude con orgoglio il dottor Maurizio Cremona ”,  eseguiamo circa 4.000 prestazioni urologiche ambulatoriali l’anno, tra cui: visite, uretrocistoscopie, biopsie prostatiche, esami urodinamici,ecografie. Il numero degli interventi chirurgici è di circa700 l’anno. I nostri pazienti arrivano principalmente da Milano e provincia,  Varese e provincia ; una buona percentuale è di provenienza extraregionale”.

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