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Retinopatia: un antiossidante riduce il rischio di cecità tra i nati prematuri

La retinopatia del prematuro può essere prevenuta per mezzo di una sostanza antiossidante chiamata superossido dismutasi. Lo studio

La retinopatia del prematuro (ROP) è una condizione che colpisce i neonati prematuri.

Nel caso di questa patologia l’età gestazionale è determinante: infatti più il neonato è prematuro più è facile si sviluppi.

La ROP si manifesta per via di uno sviluppo anormale dei vasi sanguigni nella retina, ed è in molti casi causa di cecità. Allo stato attuale, tra i trattamenti più diffusi troviamo la terapia con il freddo (o crioterapia) e il laser. Il problema con le attuali soluzioni è che non tutti i bambini rispondono al trattamento. Ecco perché la via della prevenzione si pone come una possibilità concreta per evitare lo sviluppo di questa invalidante condizione.
Sebbene, vista l’eziologia (ossia il motivo per cui si manifesta una data situazione o malattia) la prevenzione più efficace sarebbe il parto al termine delle normali settimane di gestazione, è chiaro che laddove si verifichi per forza maggiore un parto pretermine bisogna in qualche modo intervenire sul rischio della malattia di per sé.

A suggerire che vi possa essere un modo per prevenire la ROP è dunque uno studio del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston che avrebbe individuato in un antiossidante un possibile fattore di prevenzione e ne hanno dato notizia sulla versione online della rivista scientifica Neonatology.
L’antiossidante in questione si chiama “rhSOD” (ricombinante umano Cu/Zn superossido dismutasi) ed era stato utilizzato in un precedente studio in cui s’intendeva verificare l’effetto di questa sostanza nella prevenzione della displasia broncopolmonare, una malattia polmonare cronica che colpisce i neonati. Qui, i ricercatori avevano coinvolto 302 neonati prematuri suddivisi a caso per ricevere il rhSOD o un placebo.
I ricercatori hanno così analizzato i dati relativi al precedente studio per verificare se l’effetto del rhSOD si fosse mostrato anche nell’incidenza della ROP.

L’osservazione dei risultati ha permesso di stabilire che nel totale non vi erano differenze significative nell’incidenza della retinopatia tra i due gruppi di neonati – quelli trattati con l’antiossidante e il gruppo di controllo a placebo.
Le differenze però saltavano fuori quando si prendeva in considerazione l’età gestazionale: infatti i nati prima di 26 settimane (72 bambini) hanno mostrato una riduzione della ROP del 22 percento. Inoltre, nei bambini nati prima di 25 settimane (24 bambini) l’incidenza della ROP si è addirittura ridotta del 53 percento.

«Benché siano stati fatti diversi passi avanti nello sviluppo di interventi per fermare la ROP nella sua progressione verso la cecità, non esistono attualmente terapie disponibili per la prevenzione della ROP – spiega nel comunicato BWH l’autore principale dello studio dottor Richard Parad – C’è un grande bisogno di approcci preventivi come quello che rhSOD potrebbe potenzialmente fornire».
Come sempre, saranno necessari ulteriori studi per confermare le osservazioni degli autori.

Per maggiori informazioni:
www.ropitalia.it
www.rop.it

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