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Tabagismo: l’esito delle terapie per smettere è scritto nei geni

Presto sara’ forse possibile, tramite un’analisi genetica, prevedere quali pazienti hanno maggiori probabilita’ di trarre beneficio da trattamenti farmacologici per combattere la dipendenza da nicotina.

E’ quanto sostiene una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis pubblicata sull’American Journal of Psychiatry. Gli studiosi hanno analizzato dati relativi a oltre 5mila fumatori che avevano partecipato a studi sociali e oltre 1000 coinvolti in studi di trattamenti clinici.

I ricercatori hanno concentrato l’attenzione sulla relazione tra la capacita’ di smettere (con successo) di fumare e le variazioni genetiche che sono state associate ai rischi di grave dipendenza da fumo e da nicotina. “I fumatori resi ad alto rischio a causa della composizione genetica – ha detto Laura Jean Bierut, professore di psichiatria – sembrano essere gli stessi sui quali la terapia farmacologica per smettere di fumare funziona meglio. La nostra ricerca suggerisce che il corredo genetico di un individuo puo’ aiutarci a predire chi ha maggiori probabilita’ di rispondere alle terapie, per essere sicuri che siano trattati con farmaci in aggiunta alla consulenza e altri interventi”. “Le persone con marcatori ad alto rischio fumavano una media di due anni in piu’ di coloro privi di questi geni, ed avevano maggiori difficolta’ a smettere senza farmaci”, ha detto il principale autore dello studio Li-Shiun Chen. Le stesse varianti genetiche, conclude, possono predire la risposta di un individuo a un trattamento per smettere di fumare.

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