"Faccia da Toast" - Un laborator…

26 settembre 2014 ore 13,…

29 OTTOBRE 2012 VIII GIORNATA MO…

 Allarme ictus - incremen…

Dita bioniche restituiscono la m…

Maria Antonia Iglesias è …

Pelle artificiale disegnata al c…

Pelle artificiale disegna…

NEL CORSO DEL 61° CONGRESSO ANNU…

I dati hanno dimostrato t…

Quando la schiena fa “crack”: pe…

Presso l’Ospedale San Car…

Scoliosi: migliora la terapia co…

Migliorare il rapporto d…

24 Marzo 2013 Giornata Mondiale …

Il ritorno della tubercol…

Diabete di tipo 2: abbassare col…

L'abbassamento intensivo…

Vendita sigarette elettroniche: …

L'efficacia delle sigaret…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Forme di cancro particolarmente difficili potrebbero essere ‘risolte’ sulla base della teoria dell’evoluzione

La teoria dell’evoluzione potrebbe non essere utile solo a ricostruire la nostra storia biologica, ma anche a trattare le piu’ difficili forme di cancro. Un nuovo studio pubblicato su Nature, infatti, mostra come si possa utilizzare i modelli matematici utilizzati dai biologi evoluzionisti per prevedere la diffusione del cancro all’interno del corpo, e di conseguenza trattarlo con maggiore efficacia. “Analizzando 28 pazienti in stato avanzato di cancro al colon trattato con anticorpi, abbiamo scoperto che le cellule tumorali con la mutazione che le resistenti ai farmaci appaiono circa 5-7 mesi dall’inizio del trattamento.


Basandoci sul tasso di mutazione, abbiamo capito che in realta’ queste mutazioni non si sono sviluppate in seguito al trattamento ma erano gia’ presenti prima, e sono state selezionate con meccanismi simili ai processi evolutivi”, ha spiegato Bert Vogelstein della Johns Hopkins University negli USA. “Questo ci ha fatto capire che e’ possibile utilizzare i modelli matematici dell’evoluzione per prevedere l’avanzata del cancro, e comprendere quali sono le tipologie di cellule da bersagliare con trattamenti farmacologici. Solo alcune di queste – ha concluso Vogelstein – danno il via a una popolazione resistente, mentre le altre vengono uccise dai farmaci: agendo a monte sulle poche resistenti puo’ essere un modo per guarire anche i cancri piu’ refrattari al trattamento”. (AGI) .

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi