Gli effetti terapeutici dei ferm…

[caption id="attachment_6…

Tumore alla prostata: al Regina …

Un nuovo marker consente …

Contro l'HIV un anticorpo ottenu…

Un esperimento clinico di…

Individuato il primo gene-chiave…

[caption id="attachment_1…

Infarto: i raggi a infrarossi pe…

Consente ai medici di ana…

Federsalus al 22^ Salone Interna…

La Federazione Naziona…

Boehringer: "Ictus ischemico acu…

Boehringer Ingelheim otti…

Antidepressivi in gravidanza: no…

Gli antidepressivi in gra…

Nasce l’Italian Wellness Allianc…

Istituzioni e Clinici s…

Relazione tra leucemia e pestici…

[caption id="attachment_2…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Vitamina D: assumerne quantità elevate, aiuta ridurre fratture dell’anca nella delicata terza età

Dopo i 65 anni è possibile prevenire le fratture, soprattutto quelle dell’anca, assumendo dosi elevate di vitamina D. E’ questa la conclusione cui sono i giunti i ricercatori del Center on Aging and Mobility dell’University Hospital di Zurigo (Svizzera) in un’analisi dei risultati ottenuti in 11 diversi studi clinici sulla somministrazione orale di questo prezioso nutriente. A darne notizia è il New England Journal of Medicine.

Nonostante diverse ricerche abbiano cercato di gettare luce sul ruolo svolto dalla vitamina D nella prevenzione delle fratture, i risultati ottenuti nel corso degli anni si sono rivelati, a volte, contraddittori. Per questo motivo gli autori di questo nuovo studio hanno deciso di analizzare l’insieme dei dati raccolti nelle varie ricerche. L’analisi ha riguardato, in totale, 31.022 individui di età superiore a 65 anni, nel 91% dei casi donne. Nei diversi studi sono state registrate 1.111 fratture all’anca e 3770 fratture non-vertebrali.

 

Confrontando l’incidenza delle fratture con le dosi di vitamina D assunte dai partecipanti è risultato chiaro che dopo i 65 anni dosi elevate di questa molecola riducono del 30% il rischio di frattura all’anca e del 14% la probabilità di qualsiasi tipo di frattura non-vertebrale. In particolare, i benefici sono evidenti in chi assume tra 19,8 e 50 microgrammi al giorno di vitamina D. Questi risultati confermano la validità delle indicazioni dell’U.S. Institute of Medicine, secondo cui durante la terza età è necessario assumere almeno 20 microgrammi di vitamina D al giorno. Il Ministero della Salute italiano raccomanda una dose giornaliera non inferiore ai 10 microgrammi.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi