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La Procura di Torino indaga la Stamina Foundation, e vengono sospese le cure, unica speranza di vita, a Celeste, bambina malata di Atrofia Muscolare

Somministrazione di farmaci imperfetti o pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione per delinquere finalizzata a commettere reati. Sono i reati ipotizzati dalla Procura di Torino nella inchiesta sulla Stamina Foundation – nella quale risultano indagate 13 persone – e che ora impediscono le “cure compassionevoli” a Celeste, bambina di due anni malata dalla nascita di atrofia muscolare, sottoposta alla terapia nell’ospedale di Brescia.
L’indagine era partita dagli esposti di alcuni pazienti trattati con le staminali adulte secondo la “metodica Stamina”, ideata da due biologi russi, Vyacheslav Klimenko e Olena Shchegelska, che lavoravano a Torino per la Stamina dello psicologo Davide Vannoni, anche lui finito nell’inchiesta condotta dal Pm Raffaele Guariniello.


Il nodo principale era la richiesta da parte del Consiglio Superiore di Sanità fatta a Stamina Foundation di un protocollo sperimentale relativo alle cure con staminali adulte rigenerate, terapie cellulari che secondo i promotori sono efficaci contro per malattie cardiache degenerative, il Parkinson, l’Alzheimer, la Sla. Documenti che non sono stati mai mostrati, relativi a tecniche considerate di frontiera: la riprogrammazione delle staminali adulte, una manipolazione di cellule prelevate dai tessuti (ossa, midollo osseo, pelle) di donatori esterni o dallo stesso paziente, e “indotte” a tornare ad uno stato originario di staminali, e quindi in grado di trasformarsi in nuovi organi e tessuti, è una metodica al centro di numerosi studi. Se, infatti, consente di superare gli ostacoli etici dovuti all’utilizzo di staminali embrionali, che prevede la distruzione di embrioni umani, vietata in Italia, l’uso di staminali adulte è al centro di sperimentazioni per la cura di cardiopatie, leucemie, per curare la vista, i danni neurologici e il diabete, solo per citarne solo alcune.

Di recente in Italia è stata condotta la prima sperimentazione in Europa con l’utilizzo di cellule fetali contro la Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica: si tratta di un trial autorizzato che punta a verificare prima di tutto la sicurezza di questi impianti, come spiegano i due articoli sulla sperimentazione e l’intervista ai ricercatori . Infatti, le terapie con staminali sono tecniche non prive di rischi, dovuti alla possibile interferenza di materiale biologico con quello dell’organismo e al rigetto. Anche i tumori “utilizzano” le staminali per riprodursi. Accanto a questo, si pone il problema della “purezza” delle cellule adoperate. Situazioni che vanno valutate studiando attentamente il protocollo e con sperimentazioni autorizzate e approvate, come richiede la legge. Motivi che hanno indotto a maggio allo stop per le cure alla piccola Celeste, ricoverata in una stanza data in convenzione alla Stamina Foundation dagli Spedali Civili di Brescia. Dodici i pazienti trattati, troppi per essere definiti “cure compassionevoli” secondo i Carabinieri dei Nas e gli ispettori dell’Aifa che hanno condotto il sopralluogo che ha portato all’interruzione della terapia. Celeste veniva trattata con cellule riprogrammate prelevate alla madre e che, secondo i genitori, le avevano permesso di recuperare la funzionalità muscolare. Adesso, dicono familiari e legali, senza quelle staminali Celeste è in pericolo di vita. E per questo hanno chiesto di pronunciarsi sulla terapia salva-vita a un altro giudice del Tribunale del lavoro di Venezia. La decisione è attesa per domani.

Salute –  Il Sole 24

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