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Sclerosi Multipla e CCSVI: partita la sperimentazione Zamboni. Reclutati 687 pazienti.

Reclutati 687 pazienti: saranno sottoposti ad angioplastica dilatativa per la disostruzione delle vene extracraniche

MILANO – Brave dreams, “sogni coraggiosi”: è stata chiamata così la sperimentazione del metodo di Paolo Zamboni, il chirurgo vascolare di Ferrara che sostiene l’associazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e sclerosi multipla.

RISULTATI TRA DUE ANNI – Le «cavie» sono due pazienti ferraresi, che fanno riferimento al centro di Neurologia dell’ospedale Bellaria di Bologna.


Lo studio valuterà efficacia e sicurezza dell’angioplastica dilatativa proposta da Zamboni e dal neurologo Fabrizio Salvi per la disostruzione delle vene extracraniche. In tutta Italia saranno 687 i malati sottoposti a valutazioni di carattere medico e ad analisi di tipo funzionale: 60 affluiranno all’ospedale di Cona (Ferrara), gli altri saranno sottoposti ai test in altri 14 centri. I risultati sono attesi fra circa due anni. Lo studio “Brave Dreams” (abbreviazione di “BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis”, ovvero “sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla”) è stato finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con quasi tre milioni di euro. Secondo l’associazione “CCSVI nella Sclerosi Multipla Onlus“, «i malati, i ricercatori coinvolti e la comunità scientifica internazionale aspettavano da oltre due anni che lo studio clinico italiano partisse».

(Fonte: Ansa)

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