Sclerosi multipla: non e' solo u…

[caption id="attachment_1…

Bimbi prematuri: staminali ripar…

Le cellule staminali poss…

Leucemia linfoblastica acuta: un…

[caption id="attachment_1…

Federsalus scende in campo contr…

FederSalus plaude l’azi…

Vaiolo: debellato il virus umano…

Il virus del vaiolo bovin…

Meno rischi di fratture ossee pe…

Le donne di colore o asia…

Ictus: la gravidanza può essere …

I casi di ictus legato al…

Diabete di tipo 2: livelli di am…

I livelli di alcuni meta…

Broncopneumopatia Cronica Ostrut…

In prossimità della XIII …

Pomodoro: sequenziato l'intero g…

Il risultato, di grande i…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

IRCCS S. Raffaele: Cellule staminali importanti per l’efficienza del cervello.

Un’equipe di ricercatori dell’Irccs San Raffaele coordinati da Gianvito Martino, in collaborazione con i ricercatori dell’Universita’ di Roma Tor Vergata, guidati da Diego Centonze e con quelli dell’Universita’ di Teramo, guidati da Mauro Maccarone, ha scoperto il ruolo delle cellule staminali del cervello. Il lavoro e’ stato pubblicato online su Brain. Le cellule staminali del cervello adulto rappresentano lo strumento principale per la manutenzione dell’efficienza del cervello. Una sorta di “guardiani del cervello”.
Fino a ora si pensava che tali cellule potessero svolgere questa funzione di manutenzione solo sostituendo una volta differenziatesi in cellule mature quelle cellule del cervello che, per vari motivi, venivano danneggiate o perse.


Lo studio rivela, per la prima volta, che le cellule staminali del cervello non solo contribuiscono a mantenere le funzioni cerebrali ma, localizzate in quelle aree che fungono da interfaccia tra interno ed esterno del cervello, sono in grado di riconoscere e combattere attraverso recettori specifici, posti sulla loro membrana cellulare, agenti fisici e chimici nocivi provenienti dall’esterno e potenzialmente in grado di danneggiare i neuroni. Quindi le cellule staminali del cervello, una volta percepiti i segnali di pericolo come quelli che caratterizzano gravi malattie neurologiche (per esempio l’ictus cerebrale e l’epilessia), sono in grado di secernere in tempi brevissimi talune sostanze, cannabinoidi endogeni, che fungono da potenti agenti anti-infiammatori naturali in grado di prevenire e frenare il danno cellulare che puo’ comportare la morte dei neuroni del cervello.
Quindi le cellule staminali del cervello, oltre alla funzione rigenerativa hanno una importante funzione protettiva: sono veri e propri guardiani dell’incolumita’ “cerebrale” poiche’ esse formano una vera e propria barriera, impenetrabile e impermeabile agli agenti nocivi esterni, che utilizza modalita’ operative sofisticate per evitare che le cellule del cervello si danneggino. Il risultato di tutto questo e’ un cervello piu’ sano, meno vulnerabile e quindi piu’ efficiente. “Questo studio – ha detto Gianvito Martino, responsabile della Divisione di Neuroscienze dell’Irccs San Raffaele – svela una nuova e sorprendente funzione delle cellule staminali del cervello adulto e che prima non si pensava potessero svolgere; una funzione, direi, preventiva. Queste cellule si sono, infatti, dimostrate in grado di riuscire a capire in anticipo quali tra le sostanze che giungono al cervello sono potenzialmente dannose e, una volta riconosciute, di poterle rendere inoffensive”. “Il fatto che le cellule staminali del cervello che svolgono questa funzione, cioe’ quelle che si trovano nelle zone in cui il cervello e’ esposto all’ambiente esterno, siano presenti in vari mammiferi, uomo compreso, ci fa pensare – ha continuato lo scienziato – che il meccanismo descritto sia evolutivamente conservato e quindi rivesta una particolare importanza tra i meccanismi naturali che il cervello usa per difendersi. Infine, la possibilita’ che le cellule staminali del cervello siano capaci non solo di riparare un danno cerebrale ma anche, e forse soprattutto, di prevenirlo ci fa pensare che in futuro le terapie a base di cellule staminali non solo saranno sempre piu’ efficienti ma possibilmente potranno anche essere utilizzate in diverse fasi di malattia, comprese le fasi iniziali in cui il danno d organo e’ ancora limitato e la necessita’ di prevenirne la diffusione e’ massima”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!