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Osteoporosi: aspetti clinici, economici, organizzativi e sociali

Medici e Istituzioni a confronto in Senato 

Roma, 30 ottobre 2012 – L’osteoporosi rappresenta un problema sanitario emergente sia per quanto riguarda la prevenzione, che per le politiche di intervento in campo di diagnosi e di terapia. 

Questo il tema del Convegno che si è tenuto oggi a Roma, promosso dell’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, con il contributo incondizionato di Servier Italia e IFB Stroder, che ha visto il coinvolgimento di Istituzioni, Medici e Decisori sanitari, per fare il punto della situazione su una malattia sempre più in crescita.

L’invecchiamento della popolazione deve necessariamente accompagnarsi ad una maggiore attenzione alla qualità della vita, che solo l’attenzione alla prevenzione può garantire con costi sostenibili nel medio e lungo termine. Le proiezioni epidemiologiche di crescita della patologia osteoporotica, e delle fratture ad essa correlate, richiedono un intervento programmatico più organico per tenere sotto controllo il fenomeno, attraverso programmi di informazione alla popolazione sugli stili di vita salutari che possono ridurre alcuni dei fattori di rischio (prevenzione primaria), di diagnosi tempestiva, trattamento farmacologico, riabilitazione e recupero funzionale.

Il Quaderno del Ministero della Salute dedicato alle fratture da fragilità pubblicato nel 2010 ha fissato alcuni obiettivi all’azione del Sistema Sanitario nella prevenzione delle fratture, con lo scopo di ridurre l’incidenza delle fratture femorali del 20% nei prossimi dieci anni, nell’ottica di un consistente miglioramento della qualità di vita degli anziani. L’assistenza per questo tipo di patologia non è infatti ancora ottimale a causa di vari fattori tra cui l’eterogeneità territoriale, la mancata applicazione della Nota 79 che regolamenta la rimborsabilità della terapia farmacologica e la bassa aderenza alla terapia cronica.

Molti pazienti non vengono ancora riconosciuti come osteoporotici per la difficoltà di accesso alla diagnosi. L’impiego tempestivo dei farmaci antifratturativi consentirebbe una notevole riduzione del numero di eventi negli anni successivi visto il dimostrato fenomeno della “cascata delle fratture”, cioè del moltiplicarsi del rischio di successive fratture dopo la comparsa della prima frattura da fragilità. Un fatto questo, riscontrato da tutte le Regioni.” Ha spiegato la Professoressa Maria Luisa Brandi, Presidente Fondazione FIRMO, Fondazione Raffaella Becagli.

“L’auspicio è che lo scenario di crisi economica possa offrire a tutti gli attori del sistema sanitario una grande opportunità per puntare con maggiore convinzione sulla prevenzione che, a fronte di risultati vantaggiosi, presenta una migliore sostenibilità economica rispetto ad approcci focalizzati esclusivamente sul trattamento e la cura degli eventi patologici nell’immediato.” Ha tenuto a precisare il Senatore Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, aprendo la mattinata di lavori.

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