AIDS: estratti dell'albero di Ne…

Estratti dell'albero del …

L'Alzheimer si propaga a livello…

[caption id="attachment_1…

Dolore: stop a FANS e COXIB nell…

Ridurre l’uso improprio d…

A Verona il primo test del Dna a…

Personal Genomics, spin-…

Tumori ai polmoni: nuove speranz…

Tumore al polmone, uno s…

Merck Serono sponsor ufficiale d…

  I progressi della ri…

Sclerosi multipla: concorre anch…

[caption id="attachment_7…

Farmaci di uso comune potrebbero…

Gli antidolorifici come l…

A PARUZZARO L’OPEN DAY “SALUTE D…

Il 22 ottobre screening g…

Riprodotte le cellule dei vasi s…

Un team di ricercatori de…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Prima tiroide in provetta da cellule staminali embrionali

Funziona regolarmente ed e’ stata ottenuta da cellule staminali embrionali di topo, la prima tiroide coltivata in ‘provetta’: descritta su Nature, ha guarito topi con ipotiroidismo, una disfunzione che causa una ridotta secrezione degli ormoni tiroidei. Il risultato si deve al gruppo della belga Sabine Costagliola, della Libera Universita’ di Bruxelles, del quale fanno parte gli italiani Francesco Antonica e Mario Manto. Ha collaborato anche Michelina Iacovino, dell’universita’ del Minnesota.
Oltre a permettere di comprendere meglio i meccanismi molecolari che governano lo sviluppo della tiroide, il risultato, secondo gli autori, apre una nuova strada per l’applicazione di cellule staminali per il trattamento dell’ipotiroidismo, che finora ha ricevuto relativamente poca attenzione nella medicina rigenerativa.


La tiroide, sottolineano gli esperti, e’ una ghiandola che secerne ormoni i quali regolano molte funzioni del corpo, relative soprattutto al metabolismo e l’ipotiroidismo congenito e’ la piu’ comune malattia congenita fra quelle che riguarda le ghiandole a secrezione interna.
Per ottenere la tiroide in laboratorio i ricercatori hanno lavorato in due fasi. In un primo momento i ricercatori hanno immerso cellule staminali embrionali di topo in un cocktail in cui erano presenti due fattori di trascrizione NKX2-1 e PAX8.
Esposte a questi fattori per un periodo di tempo compreso fra 4 quattro a 6 giorni, le staminali si sono differenziate in cellule follicolari della tiroide, che sono le cellule che producono gli ormoni tiroidei. L’aggiunta dell’ormone che controlla la secrezione degli ormoni della tiroide (chiamato tireotropina) ha poi incoraggiato le cellule della tiroide ad organizzarsi in tessuti dalla struttura tridimensionale.
A questo punto le cellule ottenute sono state trapiantate nei topi con problemi di ipotiroidismo e, nell’organismo degli animali, hanno dato vita a tessuti della tiroide che hanno iniziato a funzionare regolarmente ripristinando, dopo circa due mesi dall’impianto, i livelli di ormoni tiroidei nel sangue.
Prima della tiroide metodi simili, basati su da colture staminali embrionali di topo, sottolineano gli autori, hanno permesso di coltivare in provetta altri due organi, l’ipofisi e le coppe ottiche, ovvero strutture stratificata che contribuiscono a formare la retina.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!