Prostatanonseisolo.it: il portal…

Milano, 21 giugno 2013 - …

La prima molecola sperimentale i…

La prima molecola sperime…

Laser contro i cuscinetti di gra…

Addio lunghe degenze e fa…

Cancro al rene: il parere del pa…

Quando due farmaci hanno …

Paracetamolo: migliora resistenz…

Il paracetamolo ha un eff…

Le trasformazioni dei batteri in…

Le colonie di batteri ben…

Tessuti e organi umani 'in vitro…

[caption id="attachment_1…

Novità in endocrinologia al Cong…

ABSTRACT RELATORI   …

Magnesio contro il declino cogni…

Mentre una carenza di mag…

Anche in un carcere si tiene la …

Nel carcere di Badu ‘e Ca…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Scoperto enzima responsabile neoplasia neuroendocrina

Una ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha individuato un enzima che provoca l’insorgenza di metastasi nei tumori neuroendocrini intestinali. Questa molecola, la cui scoperta verra’ presentata ad un congresso sui tumori neuroendocrini a San Diego, altera la respirazione delle cellule tumorali che reagiscono causando la formazione di nuovi vasi sanguigni e rendendo il tumore piu’ aggressivo. I tumori neuroendocrini sono un eterogeneo gruppo di neoplasie derivanti dalle cellule del sistema neuroendocrino che possono manifestarsi in tutti i distretti corporei.


Il “campanello d’allarme” e’ un enzima, chiamato SDHB (succinico deidrogenasi subunita’ B), che normalmente ha il compito di regolare la respirazione delle cellule e la quantita’ di ossigeno presente al loro interno: se il suo livello e’ troppo basso le cellule tumorali vanno in “apnea” e reagiscono a questo stress diventando molto piu’ aggressive, cioe’ riproducendosi e creando nuovi vasi sanguigni, indispensabili per nutrire le metastasi. Questa scoperta potrebbe aprire, dopo opportuni ulteriori studi, la strada a una nuova applicazione terapeutica: e’ possibile immaginare, infatti, l’utilizzo contro queste patologie di un farmaco molecolare gia’ in sperimentazione, in grado anche di intervenire su questo meccanismo: “E’ un passaggio molto importante – spiega Massimo Milione, che presentera’ lo studio – la nostra speranza e’ fornire una terapia molecolare in grado di intervenire su questi messaggeri e di “inceppare” questo meccanismo, utilizzando alcuni farmaci oggi in sperimentazione. Una prospettiva molto interessante, anche se e’ importante sottolineare che si tratta ancora di una sperimentazione in laboratorio che necessita evidentemente di ulteriori studi ed alcuni anni prima di arrivare alla pratica clinica”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: