Liceali si vaccinano per protegg…

ANSA - Lorenzin, in perio…

Nuova tecnica per cellule stamin…

Sviluppata una nuove tecn…

Onde d'urto stimolano la produzi…

Il trattamento con on…

Fumo: il sistema/vaccino che non…

I ricercatori hanno inser…

Depressione: in età avanzata res…

La depressione che si man…

Sonno inquieto: potrebbe essere …

Alcuni disturbi del sonno…

Tumore metastatico del colon: cu…

Con le terapie più indica…

Toxoplasma: le strategie biochim…

[caption id="attachment_1…

Diabete: scoperte differenze raz…

Gli operatori sanitari de…

Tumori prostatici: dimostrato le…

[caption id="attachment_7…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Scoperto enzima responsabile neoplasia neuroendocrina

Una ricerca dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha individuato un enzima che provoca l’insorgenza di metastasi nei tumori neuroendocrini intestinali. Questa molecola, la cui scoperta verra’ presentata ad un congresso sui tumori neuroendocrini a San Diego, altera la respirazione delle cellule tumorali che reagiscono causando la formazione di nuovi vasi sanguigni e rendendo il tumore piu’ aggressivo. I tumori neuroendocrini sono un eterogeneo gruppo di neoplasie derivanti dalle cellule del sistema neuroendocrino che possono manifestarsi in tutti i distretti corporei.


Il “campanello d’allarme” e’ un enzima, chiamato SDHB (succinico deidrogenasi subunita’ B), che normalmente ha il compito di regolare la respirazione delle cellule e la quantita’ di ossigeno presente al loro interno: se il suo livello e’ troppo basso le cellule tumorali vanno in “apnea” e reagiscono a questo stress diventando molto piu’ aggressive, cioe’ riproducendosi e creando nuovi vasi sanguigni, indispensabili per nutrire le metastasi. Questa scoperta potrebbe aprire, dopo opportuni ulteriori studi, la strada a una nuova applicazione terapeutica: e’ possibile immaginare, infatti, l’utilizzo contro queste patologie di un farmaco molecolare gia’ in sperimentazione, in grado anche di intervenire su questo meccanismo: “E’ un passaggio molto importante – spiega Massimo Milione, che presentera’ lo studio – la nostra speranza e’ fornire una terapia molecolare in grado di intervenire su questi messaggeri e di “inceppare” questo meccanismo, utilizzando alcuni farmaci oggi in sperimentazione. Una prospettiva molto interessante, anche se e’ importante sottolineare che si tratta ancora di una sperimentazione in laboratorio che necessita evidentemente di ulteriori studi ed alcuni anni prima di arrivare alla pratica clinica”

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x